Genoa, Bjilow, Amorim e Colombo: De Rossi ha tre nodi da sciogliere

di Gessi Adamoli

3 min, 32 sec
Genoa, Bjilow, Amorim e Colombo: De Rossi ha tre nodi da sciogliere

Il quint’ultimo posto finale non rende merito al grande lavoro svolto da Daniele De Rossi. Il suo campionato in pratica è durato 23 partite. È subentrato alla undicesima giornata, dopo lo sciagurato avvio con Vieira (9 giornate e 3 punti) e l’interregno della coppia Criscito-Murgita (vittoria in trasferta col Sassuolo), e si è di fatto concluso alla trentatreesima, il 19 aprile, con la vittoria di Pisa, le ultime cinque partite (pareggi per zero a zero a Bergamo e Firenze e 3 sconfitte) sono servite per fare esperimenti in vista della prossima stagione. E in quelle 23 partite che contano ha totalizzato 33 punti con una media a partita di 1,4 ed una proiezione finale di 54 punti e dunque ben oltre i 49 punti e relativo undicesimo posto della stagione 2023-24 con Gilardino che aveva in squadra giocatori come Retegui, Gudmunsson e Martinez, tanto per fare solo qualche nome. Per la cronaca è dal 2016 che il Genoa non termina il campionato nella parte sinistra della classifica e dunque tra le prime dieci (ovviamente l’allenatore era Gasperini).

Scusate la digressione statistica che dovrebbe essere materia riservata a Beppe Nuti, ma non si può accettare l’analisi semplicistica di chi banalizza quello che è stato un vero e proprio capolavoro (De Rossi da Vieira ha ereditato una squadra senza testa, cuore e anima) sostenendo che in fondo tra sé e le squadre che sono retrocesse in serie B il Genoa alla fine si è messo solo il Lecce. Di fatto il Genoa si è salvato vincendo a Verona e arrivando a 33 punti già il 15 marzo e dunque con oltre due mesi di anticipo (ancora una volta la quota salvezza si è confermata a 35 punti).

Ora ci sono tre nodi da sciogliere per affrontare stagione con la possibilità reale di alzare la famosa asticella. Tre interrogativi da cui dipende il futuro del Genoa. Il primo: Bijlow dà le dovute garanzie per essere il portiere titolare? Il secondo: Amorim può essere il regista a cui affidare le chiavi del centrocampo? Il terzo: Colombo è l’uomo gol su cui puntare o forse la sua collocazione ideale sarebbe da seconda punta o se non addirittura da attaccante di scorta in panchina? Le decisioni spettano unicamente a De Rossi, si astengano tutti gli altri. Soprattutto chi, per dirla come De Andrè, “dà buoni consigli se non può più dare il cattivo esempio”. Anche perché il buonismo di molti (non in buona ma in ottima fede) rischia di essere poi strumentalizzato: “Ma come, non eravate tutti d’accordo che bisognava puntare su di loro?”.

Intanto a Lecce, oltre a Latif che aveva debuttato già a Firenze, hanno esordito altri tre ragazzi della Primavera: i “canterani” Grossi e Carbone (passato direttamente dalla Gradinata Nord alla prima squadra) e Lafont. Grossi, che qualcuno ha paragonato a Rovella, ha davvero impressionato per la grande personalità: ha battuto punizioni e calcio d’angolo e si è fatto vedere di continuo per cercare di farsi dare la palla. Proprio per la personalità dimostrata mi ha ricordato uno straordinario prodotto del vivaio rossoblù pure lui nato a Savona: Christian Panucci. Ed è curioso che entrambi abbiano esordito il 24 maggio. Era il 1992 e all’ultima giornata di campionato, al San Paolo contro il Napoli, Bagnoli lo mandò in campo per sostituire Bortolazzi infortunato. Pronti via e Panucci nella propria trequarti si fa soffiare palla in scivolata da Ciro Ferrara ed il Napoli va in gol. Un esordio choc che avrebbe annientato chiunque. Non Panucci che non fece una piega e giocò, al netto di quell’errore per eccesso di sicurezza, una partita eccellente. L’augurio a Grossi è di fare un decimo della carriera del suo illustre concittadino che ha vinto campionati e coppe e ha giocato in squadre del calibro di Inter, Milan, Roma, Real Madrid e Chelsea.

Ma l’impatto di Grossi con il calcio dei grandi è così positivo che viene da domandarsi se le ultime sei partite nelle quali Amorim è stato promosso titolare non sarebbe stato invece più utile utilizzarle per permettere al giovane centrocampista savonese di fare esperienza.

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