Sampdoria, Gastaldello a TN: "La mia Samp arrivò in serie A dopo un avvio difficile e un massiccio mercato di gennaio..."
di Claudio Baffico
Capitano di mille battaglie, giocatore carismatico e di grande rendimento. Daniele Gastaldello è stato per diversi anni uno dei simboli della Sampdoria. Otto anni (dal 2007 al 2015) vissuti senza risparmiarsi, al di là della categoria e delle competizioni europee che li hanno attraversati. Telenord lo ha raggiunto per ricordare i momenti passati, ma soprattutto per analizzare la girandola di emozioni che sta riservando questa stagione.
Ti aspettavi che la Samp svoltasse in maniera così repentina e convincente?
Questo cambio di marcia non è avvenuto in maniera immotivata. Nel corso del mercato, infatti, sono stati acquistati tanti buoni giocatori che hanno migliorato l'organico sia a livello tecnico che caratteriale. La serie B, però, è un campionato difficile, in cui si fa presto a salire, ma anche a scendere. Bisogna restare sul pezzo, mantenere alta la concentrazione, e proseguire secondo quei presupposti che hanno consentito di togliersi da quella scomoda posizione di classifica".
In una situazione come quella attuale dei blucerchiati, un giocatore è più propenso a guardare il distacco dai play off o a consolidare il margine dalla zona retrocessione?
"Dal mio punto di vista è più giusto guardarsi alle spalle, ma bisogna ragionare partita per partita, consapevoli che la squadra possiede le potenzialità per giocarsela con tutti. Non è il momento di fare calcoli, ma solo di lavorare duro per cercare di ottenere il maggior numero di vittorie possibile. Una volta arrivati ad aprile, si guarderà la classifica per capire quale potrà essere l'obiettivo più perseguibile".
Vedi analogie tra questo campionato della Samp e quello che vi permise di raggiungere i play off, e la conseguente promozione, a seguito di una grande rimonta?
"Beh, le analogie ci sono, ma non amo fare paragoni. Di sicuro, prima di gennaio, anche in quella stagione il margine sulla zona retrocessione era esiguo, e come questa volta, anche allora l'organico venne rafforzato in maniera massiccia nel mercato di riparazione. L'analogia è costituita soprattutto dal profilo del campionato di serie B, ovvero una categoria che ti concede sempre una seconda possibilità e che ti può rimettere in pista anche quando tutto sembra finito, così come far sprofondare se ti senti troppo presto al sicuro da brutte sorprese. In quell'annata fummo bravi a cavalcare l'onda, per la Samp attuale, invece, mi limito a dire che da ora in poi ha il destino nelle sue mani".
Ti è mai capitato, in carriera, di vivere un campionato in cui si partiva con grandi ambizioni, per poi ritrovarsi invischiati nei bassifondi?
"Sì, e fu proprio quell'anno di serie B con la Sampdoria. Un organico che, con tutto il rispetto, ritengo fosse più forte di quello che possiedono ora i blucerchiati. Ma facemmo molta fatica, attraversammo momenti difficili, per poi venirne fuori anche grazie a quella piccola rivoluzione che ci portò tanta qualità. Io non so il motivo per cui la Samp sia partita così male, lo sa solo chi è all'interno, e anche se ognuno è lecito si faccia le proprie opinioni, preferisco tenermele per me perchè potrebbero non corrispondre alla realtà. Una cosa, però, mi sento di dirla, è sempre sbagliato esprimere un giudizio relativo a un singolo momento, positivo o negativo che sia: per avere un'idea più globale è necessario valutare e analizzare la situazione nel suo complesso".
Le analogie tra quelle due Sampdoria possono rispondere anche a un nome e un cognome: Nicola Pozzi. All'epoca, giocatore decisivo, soprattutto nei play off contro il Varese, e ora pedina preziosa dello staff tecnico...
"Pozzi, Gregucci, Lombardo e Foti, per motivi diversi, hanno tutti la Samp nel cuore. La scelta, a livello tecnico, è stata proprio quella di affidarsi a persone che conoscono e amano l'ambiente, e ritengo sia stata azzeccata. Dimostrano l'attaccamento ai colori e ci stanno mettendo l'anima per ottenere il massimo, e questo è quello che ci voleva in questo momento".
Da quando è tornato alla Samp hai più avuto modo di sentire Pozzi? E nel caso, cosa vi siete detti?
"Ho mandato un messaggio di in bocca al lupo quando sono stati ingaggiati, promettendogli che non appena la Samp fosse stata fuori dalla lotta salvezza sarei andato a trovarli. E' una promessa che manterrò. Al momento mi sono limitato ad andare ad assistere a Sampdoria - Padova da semplic spettatore".
E chissà, magari un giorno nello staff potrebbe esserci spazio per un altro sampdoriano d'adozione come te...
"Mai dire mai, se ci fosse l'opportunità non potrei che esserne felice, anche se al momento sono più proiettato a lavorare con i giovani. Ho creato una società dilettantistica e mi occupo di stage sia invernali che estivi. Ma alla Sampdoria non si potrebbe proprio dire di no".
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