Gambero Rosso: il miglior pesto è dell'azienda agricola Calcagno di Celle Ligure
di c.b.
Il miglior pesto genovese venduto nella grande distribuzione parla savonese. A conquistare il primo posto nella classifica stilata da Gambero Rosso è infatti il pesto dell'azienda agricola Calcagno di Celle Ligure, che ha preceduto marchi storici come Rossi 1947 e Pesto di Prà di Bruzzone & Ferrari, aggiudicandosi il massimo riconoscimento dei tre gamberi.
Il risultato è arrivato dopo una serie di assaggi alla cieca effettuati da una giuria di esperti. Nella motivazione, il celebre magazine gastronomico ha premiato soprattutto l'equilibrio tra gli ingredienti, la loro freschezza e una consistenza cremosa, capace di esaltare un finale vegetale particolarmente persistente e piacevole. Per Gambero Rosso, il pesto rappresenta una delle preparazioni simbolo della tradizione ligure, il cui successo dipende dalla perfetta armonia tra basilico genovese Dop, olio extravergine d'oliva, pinoli, Parmigiano Reggiano Dop e Pecorino Romano Dop.
Per la famiglia Calcagno, che da quattro generazioni porta avanti l'attività agricola sulle alture della località Natta, il riconoscimento rappresenta il coronamento di un lungo percorso fatto di passione, investimenti e attenzione alla qualità. Oggi l'azienda è guidata da Paolo Calcagno, affiancato dalle sorelle Daniela e Monica, mentre negli ultimi tre anni la produzione del pesto è seguita dal figlio Simone, trentenne, insieme a una parte degli oltre trenta dipendenti.
Proprio Simone racconta come è maturato il successo. A marzo l'azienda aveva inviato un campione del proprio pesto alla redazione di Gambero Rosso per la valutazione. La comunicazione della vittoria è arrivata poche settimane fa. «Per noi è una soddisfazione enorme – spiega –. Pur essendo un'azienda della provincia di Savona siamo riusciti prima a distinguerci con il basilico genovese Dop e ora anche con il pesto. Continuiamo a produrre in modo artigianale, ma oggi il nostro prodotto è presente anche nella grande distribuzione e viene esportato soprattutto in Svizzera, Austria e Francia».
Il punto di forza, sottolinea Simone, è la filiera corta. Ogni mattina il basilico viene raccolto manualmente e trasferito immediatamente nel laboratorio situato accanto alle serre, dove viene lavato e lavorato nel giro di pochissimo tempo. Questo consente di preservarne profumo, freschezza e oli essenziali. La ricetta comprende basilico genovese Dop coltivato in azienda, Parmigiano Reggiano Dop, Pecorino Romano Dop, pinoli, olio d'oliva, aglio e sale. A convincere la giuria, oltre al gusto equilibrato, è stata anche la consistenza: morbida, ma non eccessivamente fine. Grande attenzione viene inoltre riservata all'intero processo produttivo, dalla pulizia delle foglie fino all'invasettamento, con standard igienici particolarmente rigorosi.
La storia dell'azienda affonda le radici nel 1929, quando i nonni Giovanni Calcagno e Battistina Damonte si trasferirono alla Natta da Arenzano, dedicandosi alla coltivazione degli ulivi e degli ortaggi. Nel dopoguerra fu il padre di Paolo, Gio Batta Calcagno, insieme alla moglie Anna Maria Laureri, a puntare sulle fragoline di bosco, molto richieste fino agli anni Ottanta sui mercati del Nord Italia. Il cambiamento arrivò nel 1983, quando Paolo realizzò la prima serra dedicata al basilico, dando avvio a un percorso di crescita che portò all'espansione delle coltivazioni. Dal 2006 l'azienda produce basilico genovese Dop.
Lo sviluppo è stato accompagnato anche da importanti investimenti nella sostenibilità ambientale. Le serre vengono alimentate con impianti a biomassa, sono presenti pannelli solari e viene recuperata l'acqua piovana, con l'obiettivo di ridurre l'impatto ambientale della produzione.
Con l'avvio della produzione del pesto, l'azienda ha completato l'intera filiera, dalla coltivazione alla trasformazione del prodotto. Il prossimo traguardo guarda invece al turismo esperienziale: Paolo Calcagno sta lavorando a un progetto che prevede l'accoglienza di visitatori, in particolare stranieri, con dimostrazioni della raccolta del basilico, degustazioni e percorsi all'interno della struttura affacciata sul mare, puntando così a valorizzare ancora di più il legame tra il territorio, l'agricoltura e le eccellenze gastronomiche liguri.
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