Forum ecosostenibilità Tn, Organico e biometano, Massone (Re2sources): “Italia può diventare leader, serve una filiera evoluta”
di Redazione
Il trattamento della frazione organica dei rifiuti sta diventando uno dei pilastri della transizione energetica, con il biometano e il recupero dei sottoprodotti al centro di un sistema in forte evoluzione.
Evoluzione – Il settore dell’organico ha conosciuto un cambiamento profondo nel tempo. Dai primi impianti di compostaggio degli anni ’70 e ’80, che richiedevano un elevato consumo energetico, si è passati a modelli più avanzati. “Oggi la produzione di biometano da rifiuti è di particolare interesse”, spiega Alessandro Massone, CEO di Re2sources, evidenziando come la frazione organica dei rifiuti urbani rappresenti una risorsa strategica.
Energia – La produzione di biometano da rifiuti consente all’Italia di puntare sull’autosufficienza energetica. Secondo Massone, il potenziale potrebbe arrivare fino a un miliardo di metri cubi, rafforzando il ruolo del Paese nella produzione di energia da fonti rinnovabili.
Territorio – Anche la Liguria presenta margini di sviluppo significativi. La gestione dell’organico richiede attenzione e organizzazione, soprattutto in un territorio ad alta vocazione turistica. “L’organico può generare odori se mal gestito”, osserva Massone, ma allo stesso tempo può diventare una risorsa per produrre energia in un sistema quasi di autoconsumo.
Compost – Tra gli aspetti meno conosciuti vi è il compost, il residuo solido derivante dal trattamento dell’organico. Questo materiale viene utilizzato come fertilizzante e rappresenta una valida alternativa in un contesto di crisi dei fertilizzanti tradizionali, con prezzi in forte crescita.
CO2 – Un altro elemento chiave è la possibilità di catturare la CO2 prodotta dagli impianti. “La possibilità di sequestrare la CO2 renderebbe gli impianti super virtuosi”, sottolinea Massone, aprendo la strada a sistemi con impronta di carbonio negativa e un impatto ambientale ulteriormente ridotto.
Prospettive – Il settore dell’organico si configura quindi come un ambito strategico per l’economia circolare, in grado di generare energia, ridurre le emissioni e valorizzare i rifiuti come risorsa. Un modello che potrebbe diventare un punto di riferimento a livello europeo.
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