Fondi a Hamas: Hannoun tenta la carta del Riesame per tornare in libertà

di Redazione

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Al Riesame ricorreranno anche gli altri sei indagati arrestati nell’operazione. La decisione attesa nei prossimi giorni

Fondi a Hamas: Hannoun tenta la carta del Riesame per tornare in  libertà

Mohammed Hannoun, presidente dell’Associazione dei Palestinesi in Italia, arrestato a fine dicembre nell’ambito dell’inchiesta sui presunti finanziamenti ad Hamas, si prepara a presentare ricorso al Tribunale del Riesame per ottenere la revoca della misura cautelare. I suoi difensori, gli avvocati Emanuele Tambuscio e Fabio Sommovigo, depositeranno l’istanza entro mercoledì. Al Riesame ricorreranno anche gli altri sei indagati arrestati nell’operazione.


Hannoun si trova attualmente detenuto nel carcere di Genova. Nei giorni scorsi gli è stato negato il colloquio con i familiari: una decisione motivata dalla giudice Silvia Carpanini con la circostanza che i parenti risultano coindagati e che sussistono esigenze investigative. All’indagato non è stato inoltre consentito di tenere con sé il Corano richiesto per la preghiera, poiché la copertina rigida del volume non sarebbe conforme al regolamento penitenziario.


Le dichiarazioni davanti al giudice - Nel corso dell’interrogatorio di convalida, l’architetto si è avvalso della facoltà di non rispondere, rilasciando però dichiarazioni spontanee. Hannoun ha rivendicato la propria attività di raccolta fondi “per iniziative precise di beneficenza a favore del popolo palestinese”, svolta – a suo dire – sin dagli anni Novanta a beneficio di Gaza, Cisgiordania e campi profughi.


L’uomo ha negato di aver finanziato direttamente o indirettamente Hamas, spiegando le modalità di raccolta e distribuzione dei fondi, sia prima sia dopo il 2023, sottolineando i cambiamenti intervenuti in seguito agli eventi del 7 ottobre. Secondo quanto riferito, avrebbe inoltre affermato di poter tracciare tutte le attività e le operazioni effettuate.


Il nodo dei documenti israeliani - Uno dei punti centrali che sarà affrontato davanti al Riesame riguarda la natura e l’utilizzabilità dei documenti forniti da Israele e utilizzati dalla Procura di Genova per sostenere che le associazioni destinatarie dei finanziamenti sarebbero riconducibili ad Hamas. Dalle carte dell’inchiesta emerge che si tratterebbe di documentazione raccolta o formata “sul campo di battaglia”.


I difensori contestano l’utilizzo di tali atti, sostenendo che non sia chiaro con quali modalità e con quali garanzie procedurali siano state acquisite informative che, a loro avviso, configurano atti di indagine di una polizia estera e non di un’autorità giudiziaria.


La decisione del Tribunale del Riesame è attesa nei prossimi giorni.

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