Fibra Ftth, ogni euro investito vale 4,4 euro di Pil e taglia i consumi dell’86%

di R.S.

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I numeri parlano chiaro: ogni euro investito nella fibra può attivare fino a 4,4 euro di prodotto interno lordo

Fibra Ftth, ogni euro investito vale 4,4 euro di Pil e taglia i consumi dell’86%

La rete in fibra ottica fino alle abitazioni non è solo un’infrastruttura tecnologica, ma un acceleratore di sviluppo economico, innovazione e sostenibilità. È il messaggio emerso nel corso dell’incontro “Fiber Switch On: l’accesso al futuro è adesso”, dove sono stati presentati studi che quantificano l’impatto della diffusione dell’Ftth sul sistema Paese.

I numeri parlano chiaro: ogni euro investito nella fibra può attivare fino a 4,4 euro di prodotto interno lordo, soprattutto nelle cosiddette aree bianche, dove l’intervento pubblico ha colmato i vuoti lasciati dal mercato. Qui la banda ultralarga ha già prodotto miliardi di valore aggiunto e centinaia di migliaia di posti di lavoro, contribuendo anche in modo significativo alle entrate fiscali. In uno scenario di completa sostituzione della rete in rame, l’effetto espansivo sull’economia potrebbe essere ancora più marcato, con decine di miliardi di Pil aggiuntivo ogni anno.

Ma i benefici non sono solo economici. Dal punto di vista ambientale, la migrazione dal rame alla fibra comporterebbe un drastico abbattimento dei consumi energetici, stimato intorno all’86%, con una riduzione delle emissioni paragonabile a quella prodotta da decine di migliaia di veicoli in meno sulle strade. Un elemento che rafforza il ruolo della fibra anche nella transizione ecologica.

Sul fronte della competitività, la connessione ultraveloce incide direttamente sulla produttività. Le imprese che adottano l’Ftth mostrano performance migliori in termini di crescita e innovazione, mentre le pubbliche amministrazioni connesse evidenziano competenze digitali più avanzate e maggiore capacità di offrire servizi efficienti ai cittadini.

Nonostante una copertura che ormai raggiunge oltre tre quarti delle famiglie italiane, la vera sfida resta però l’utilizzo effettivo della rete. L’infrastruttura è in larga parte disponibile, ma l’adozione procede più lentamente, frenata da un divario culturale e da competenze digitali ancora insufficienti. Per questo, accanto agli investimenti tecnologici, diventa decisivo puntare su formazione e valorizzazione dei servizi digitali, trasformando la fibra da semplice rete a piattaforma abilitante per crescita, inclusione e innovazione.

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