Fiaccolate ponte Morandi, i volontari: "Puoi prepararti quanto vuoi, ma poi nella realtà è dura"
di Edoardo Cozza
Alcuni soccorritori della croce bianca di Cornigliano presero parte alle attività d'emergenza: "È stata dura, la più forte per noi"
"Come in un campo di battaglia": è così che i soccorritori della Croce Bianca di Cornigliano, molti dei quali hanno preso parte alle attività emergenziali post-crollo del ponte Morandi, ricordano quelle tragiche ore.
"All'inizio c'è stata incredulità, ci siamo attivati subito per organizzare i soccorsi: in serie è nata una catena per supportare tutte le attività che portavamo avanti. Abbiamo vissuto scene davvero incredibili: emotivamente non eravamo pronti, perché ti puoi preparare quanto vuoi, ma poi metterlo in pratica è sempre un'altra storia" spiega uno dei volontari che partecipò sin da subito a quei soccorsi.
"Vedere i volti di chi dovevamo portare via dalle case, dalle loro abitudini è stato duro. E ripensarci la sera, quando torni nella tua abitazione è sempre dura, durissima riflettere e prendere coscienza di ciò che abbiamo vissuto" è l'amara riflessione di un suo collega
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