Fermo pesca al via: stop ai pescherecci a strascico, Coldiretti invita a scegliere il prodotto italiano
di R.C.
Coldiretti invita i consumatori a verificare attentamente l'origine del pesce attraverso l'etichettatura, distinguendo il prodotto nazionale da quello importato
Da venerdì 31 luglio prende il via il fermo biologico della pesca nell'Adriatico, con lo stop alle attività dei pescherecci a strascico nel tratto di mare compreso tra Trieste e Ancona. La misura, finalizzata alla tutela delle risorse ittiche e al ripopolamento del mare, rappresenta il primo appuntamento del calendario nazionale dei fermi programmati.
A renderlo noto è Coldiretti Pesca, che evidenzia come il provvedimento arrivi in una fase particolarmente delicata per il comparto. Tra le principali preoccupazioni degli operatori figurano il futuro Quadro finanziario pluriennale dell'Unione europea 2028-2034, la riforma della Politica comune della pesca, l'aumento dei costi energetici e gli effetti dei cambiamenti climatici sull'attività del settore.
Il fermo proseguirà con un calendario differenziato: dal 16 agosto al 29 settembre interesserà il tratto di costa da San Benedetto del Tronto a Bari, mentre dal 1° al 30 ottobre coinvolgerà Brindisi, San Cataldo, Otranto e successivamente le restanti aree di pesca dello Ionio, del Tirreno e delle isole.
Nonostante la sospensione della pesca a strascico, Coldiretti rassicura sulla disponibilità di pesce italiano nei mercati. Le forniture saranno garantite dalla piccola pesca, dalle draghe idrauliche, dall'acquacoltura e dalle flotte che operano nelle zone non ancora interessate dal fermo.
L'organizzazione invita inoltre i consumatori a verificare attentamente l'origine del pesce attraverso l'etichettatura, distinguendo il prodotto nazionale da quello importato. Per il pesce fresco non compare necessariamente la dicitura "Italia", ma la zona di cattura identificata con la sigla "FAO 37" per il Mediterraneo e le relative sottozone, mentre per i prodotti di acquacoltura è obbligatoria l'indicazione del Paese di provenienza.
Secondo Coldiretti, la dipendenza dell'Italia dalle importazioni continua a crescere: gli acquisti dall'estero hanno raggiunto il record di 1,1 miliardi di chilogrammi di pesce, a fronte di una produzione nazionale che resta inferiore alle 130 mila tonnellate.
Tra le specie consigliate in questo periodo, anche nel rispetto della stagionalità, figurano alici, sarde, sgombri, sugarelli, ricciole, cefali, triglie, gallinelle, scorfani, oltre a seppie, calamari e polpi.
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