Fermerci lancia l’allarme al Governo: il trasporto ferroviario merci rischia il ridimensionamento
di Redazione
L’Associazione Fermerci ha indirizzato una lettera alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni e ai ministri Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Adolfo Urso, Tommaso Foti e Gilberto Pichetto Fratin, per sollecitare l’attenzione dell’esecutivo sulla situazione critica del trasporto ferroviario merci in Italia.
Pur riconoscendo il valore delle recenti iniziative governative a favore dell’autotrasporto, considerate utili per il sistema logistico nazionale, l’associazione evidenzia come il comparto ferroviario merci non stia ricevendo interventi adeguati, nonostante una fase di difficoltà che si protrae dal 2022.
Secondo i dati riportati nel Rapporto Annuale Fermerci 2026, nel 2025 il traffico merci su ferrovia è sceso a circa 49,4 milioni di treni-km, registrando una flessione vicina all’8% rispetto agli anni precedenti. Il calo sarebbe legato a diversi fattori, tra cui il rallentamento dell’economia europea, le tensioni geopolitiche internazionali, l’aumento dei costi energetici, le interruzioni nei valichi alpini e l’impatto dei cantieri infrastrutturali collegati al PNRR.
Il presidente di Fermerci, Clemente Carta, sottolinea come il settore sia consapevole dell’importanza degli investimenti in corso, ma evidenzia che i costi della trasformazione stanno gravando soprattutto sulle imprese ferroviarie merci. Riduzioni della capacità operativa, soppressioni di tracce, deviazioni e maggiori costi stanno mettendo in difficoltà la sostenibilità economica degli operatori.
Carta aggiunge inoltre che, nonostante le condizioni complesse, il trasporto su ferro continua a garantire la continuità della logistica nazionale. Le interruzioni dei servizi non sarebbero legate a proteste, ma alla necessità di consentire la realizzazione delle opere previste dal PNRR.
Fermerci avverte anche dei possibili effetti negativi di un ulteriore spostamento delle merci dalla ferrovia alla strada, con ricadute su ambiente, congestione del traffico e consumo di carburanti fossili, in contrasto con gli obiettivi europei di sostenibilità e riequilibrio modale.
Nella richiesta al Governo, l’associazione propone una serie di interventi urgenti: compensazioni per le imprese penalizzate dai cantieri, il potenziamento del Ferrobonus, il rifinanziamento delle misure per locomotive e carri, il ripristino delle agevolazioni sulle accise per le attività di manovra ferroviaria e l’istituzione di un tavolo permanente di confronto sul settore.
In conclusione, Fermerci avverte che senza interventi tempestivi il rischio è quello di arrivare al termine dei lavori infrastrutturali con una rete ferroviaria più moderna ma con un comparto merci indebolito e incapace di sostenere gli obiettivi logistici, industriali e ambientali del Paese.
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