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Fallimento Cin-Tirrenia, Messina: "Si salvaguardi un asset strategico per il paese"

di Marco Innocenti

Il presidente di Assarmatori: "Le istituzioni guardino alla vicenda con grande senso di responsabilità"

Dopo l'istanza di fallimento depositata ieri dalla procura di Milano nei confronti di Cin-Tirrenia, arrivano le prime reazioni ufficiali del mondo armatoriale. In particolare, Assarmatori sottolinea "l’importanza dei Piani Industriali presentati al Tribunale e alle controparti, fondati su basi solide e credibili che consentano il rilancio delle società, il mantenimento dei servizi e soprattutto la salvaguardia dei livelli occupazionali diretti e indiretti".

“Richiamo l'attenzione delle istituzioni a guardare a questa vicenda con grande senso di responsabilità - commenta il presidente dell'associazione Stefano Messina - consentendo un cambio di passo decisivo per il riassetto delle due società e il loro rilancio. Mi auguro che queste vicende possano chiudersi positivamente e con celerità perché Moby e Tirrenia-CIN rappresentano innanzitutto un’importante parte della storia armatoriale italiana ma, soprattutto, un asset strategico per il Paese”.

"Moby e Tirrenia-CIN - scrive ancora Assarmatori nella sua nota - oggi danno lavoro a oltre 6000 persone, quasi tutte italiane e arruolate con contratto di lavoro italiano, e assicurano una pluralità di collegamenti per merci e passeggeri che, assieme ad altre compagnie armatoriali, costituiscono uno degli assi portanti del sistema trasportistico italiano assicurando in un contesto di adeguata concorrenza e necessaria pluralità degli operatori la continuità territoriale tra le isole e dando concretezza a un settore – quello delle Autostrade del Mare – che in Italia è oggi più che mai cruciale e competitivo per la ripresa e la ripartenza".