Ex Ilva, trattativa in salita: Flacks chiede aiuto pubblico, mentre è scontro sulle garanzie
di steris
Il nodo principale riguarda le garanzie finanziarie richieste dai commissari sul piano di investimenti da circa 5 miliardi di euro
La cessione dell’ex Ilva al fondo statunitense Flacks entra in una fase di stallo. Nonostante il contratto sia stato predisposto e inviato all’amministrazione straordinaria, la firma si allontana. A pesare non è solo l’offerta concorrente del gruppo indiano Jindal, ma anche le nuove richieste avanzate da Flacks: una linea di credito temporanea dello Stato per avviare gli impianti in modo stabile.
Il nodo principale riguarda le garanzie finanziarie richieste dai commissari sul piano di investimenti da circa 5 miliardi di euro. Flacks giudica tali richieste “irrealistiche” e fuori dalle condizioni attuali del mercato, sottolineando come nessuna banca sia oggi disposta a concedere prestiti su un asset gravato da incertezze giudiziarie e costi energetici incerti.
Il fondo ha inoltre sollevato dubbi sulle garanzie offerte dal rivale Jindal, dichiarandosi pronto a pareggiare qualsiasi proposta. Anche al gruppo indiano sono stati richiesti chiarimenti sul piano industriale, in particolare su tempi e occupazione.
La decisione sul futuro dell’ex Ilva è attesa nelle prossime settimane, quando il governo tornerà a riunire il tavolo a Palazzo Chigi. Se Flacks non fornirà le garanzie richieste, la trattativa potrebbe saltare, aprendo la strada a Jindal.
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