Ex Ilva, Pasquetti e Olmari (Fim Cisl) a Telenord: “Serve un partner industriale forte e la presenza dello Stato per garantire il futuro”
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
"Prima si garantisce la produzione e l’occupazione, poi si potrà discutere dell’eventuale utilizzo delle aree che resteranno libere"
I rappresentanti sindacali della Fim Cisl Luca Pasquetti (Rsu Fim Cisl Ilva in amministrazione straordinaria) e Paolo Olmari (Rsu Fim Cisl Acciaierie d’Italia), intervenuti a Liguria Live a Telenord, sottolineano come la vertenza dell’ex Ilva resti aperta dopo anni di incertezza e chiedono decisioni rapide sul futuro del gruppo.
Secondo i due sindacalisti, negli ultimi mesi i lavoratori hanno vissuto una fase di forte apprensione, con poche informazioni ufficiali e notizie arrivate soprattutto attraverso la stampa. In questo contesto, spiegano, l’ipotesi di un ingresso del gruppo indiano Jindal rappresenta “un segnale importante perché si tratta di un vero gruppo industriale dell’acciaio”.
Per Pasquetti e Olmari la priorità è chiara: “Il gruppo deve restare unito e non essere spacchettato”, perché gli stabilimenti sono parte di una filiera produttiva integrata che collega Taranto ai siti del Nord, tra cui Genova e Novi Ligure.
I sindacalisti ribadiscono inoltre la necessità di una presenza diretta dello Stato nell’operazione, anche temporanea: “Chiediamo che il governo mantenga una quota significativa per monitorare la gestione e garantire stabilità industriale e occupazionale”.
Un altro nodo riguarda il piano industriale e il rilancio della produzione. L’obiettivo, spiegano, è riportare gli impianti a livelli produttivi sostenibili, fino a circa 4 milioni di tonnellate annue, per mettere in sicurezza lavoro e attività nei vari stabilimenti.
Sul fronte ambientale, Pasquetti e Olmari riconoscono che il settore deve evolvere: “La siderurgia deve cambiare e diventare più green, utilizzando tecnologie moderne come i forni elettrici e avviando le bonifiche necessarie”, ma senza rinunciare alla produzione di acciaio, considerata strategica per l’economia nazionale.
Infine, rispetto alle aree industriali, i due rappresentanti Fim Cisl precisano che la priorità resta il mantenimento della siderurgia: “Prima si garantisce la produzione e l’occupazione, poi si potrà discutere dell’eventuale utilizzo delle aree che resteranno libere”.
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