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Esami gratis al San Martino, la Regione: "Nessuno resterà impunito"

di Fabio Canessa

L'assessore Viale: "Non è malasanità ma malcostume". Indagato il 12% dei dipendenti

Esami gratis al San Martino, la Regione: "Nessuno resterà impunito"

Sono circa 600 i dipendenti del Policlinico San Martino di Genova, pari al 12% del totale, rimasti coinvolti nell'inchiesta della procura di Genova. Parallelamente all'inchiesta è già stata attivata "la commissione d'inchiesta interna sotto la presidenza dell'azienda sanitaria Alisa per verificare se dopo il 2015 si siano verificati altri casi. "Confido che nei casi in esame non ci sia il dolo", ha detto Giovanni Ucci, direttore generale del Policlinico, a margine della conferenza stampa del governatore Toti e dell'assessore regionale alla sanità Sonia Viale sul caso delle 2300 persone rimaste coinvolte nell'indagine della magistratura genovese su esami fatti fare a parenti e amici senza corresponsione del ticket.

"Fatta salva la rilevanza penale, valutata in altra sede, si tratta di un grave episodio di malcostume diffuso che va condannato con severità. Per questo ho richiesto una relazione sui procedimenti interni adottati dall'azienda". Così l'assessore regionale alla Sanità Sonia Viale commenta l'indagine relativa agli esami di laboratorio effettuati al Policlinico S.Martino senza il pagamento del ticket dovuto che ha portato la procura a indagare 2300 persone.

"Questo è un fenomeno grave e diffuso di malcostume e non di malasanità - prosegue Viale -. Era prassi purtroppo considerata normale che invece normale non era affatto. Ed è proprio questo che fa male, che danneggia il rapporto di fiducia tra il sistema e i cittadini anche se molti cittadini erano coinvolti: il disvalore dei comportamenti non era percepito e quando si abbassa questa asticella credo che tutti dobbiamo interrogarci: singoli cittadini, sindacati che rappresentano i lavoratori, vertici aziendali, politica. Questi comportamenti vanno combattuti in ogni modo e a ogni livello".

"Siamo pronti a assumere tutte le procedure disciplinari del caso, se ce ne sarà necessità". Lo ha detto il governatore Giovanni Toti. "Nei casi più gravi - ha detto ancora Toti - si potrebbe arrivare al licenziamento. Di sicuro è nostra intenzione, visto che si parla di sanità e i pazienti devono avere la massima fiducia nella struttura e nel personale presso cui sono in cura, avere giudizi rigorosi e attinenti ai principi di legge, ma al momento non abbiamo totale compiutezza di quanto è successo".

"I dipendenti del San Martino li conosco - ha detto Ucci -, sono generalmente persone che lavorano per il bene del paziente. In molti casi penso che si tratti di malintesi. Non farei di tutta l'erba un fascio". E' vero che si tratta del 12% dei dipendenti, ha detto Ucci "ma intanto abbiamo avviato una serie di azioni per informarli che alcune cose che si potrebbero pensare banali in realtà sono un danno erariale e quindi non si possono fare. Inoltre abbiamo aggiornato i sistemi di sicurezza informatica e avviato il cross control anti truffa ma penso che la maggior parte dei dipendenti sia in buona fede". Tra i provvedimenti adottati nelle scorse settimane, ha aggiunto il direttore generale del Policlinico, "l'abbinamento telematico dell'esame al ticket - ha detto Ucci - quindi l'esame non si può fare se non è stato incassato il ticket".

I carabinieri dei Nas di Genova inizieranno lunedì a notificare gli avvisi di conclusione indagine a circa 600 dipendenti. Dopo le notifiche, gli indagati (in totale 2.300) potranno chiedere al pubblico ministero Cristina Camaiori di essere interrogati e chiarire la loro posizione. In alcuni casi, hanno accertato i carabinieri, i pazienti avrebbero evitato di pagare cifre irrisorie: da 6 a 36 euro. Lo stratagemma usato era quello di fare figurare come ricoverati i pazienti a cui fare le analisi. Il dipendente accedeva al sistema informatico e inseriva i dati dell'amico o del parente.

Toti e Viale hanno poi annunciato di aver inviato una lettera al ministro della Salute Giulia Grillo per “fare chiarezza su quanto emerso a proposito del caso relativo ai laboratori di analisi dell’Ospedale Policlinico San Martino”.