Energia, cosa cambia con l'accordo UE-USA sui dazi
di R.C.
L’acquisto non sarà infatti gestito direttamente dalla Commissione Europea, ma sarà affidato alle scelte delle singole aziende private europee
Riguardo ai 750 miliardi di euro in risorse energetiche – petrolio, gas e nucleare – che gli Stati Uniti prevedono di esportare verso l'Unione Europea nell’arco di tre anni, un alto funzionario dell’Ue con sede a Bruxelles ha chiarito che non si tratta di un obbligo formale per l’Unione. L’acquisto non sarà infatti gestito direttamente dalla Commissione Europea, ma sarà affidato alle scelte delle singole aziende private europee.
Quella cifra rappresenta piuttosto una proiezione realistica, basata su un’analisi che considera l’obiettivo strategico dell’UE di ridurre la dipendenza energetica dalla Russia. “Crediamo che questi numeri siano raggiungibili – ha spiegato il funzionario – ma il risultato finale dipenderà da diversi fattori, come le infrastrutture disponibili e il tipo di fonte energetica trattata”. Alcune di queste, infatti, sono legate a contratti a lungo termine, mentre altre vengono scambiate nei mercati spot. In ogni caso, ha sottolineato, “non si tratta di stime fantasiose, ma di valutazioni fondate sulle reali esigenze energetiche dell’Unione Europea”.
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