Energia: caldo estremo e consumi record: perché l'aria condizionata mette sotto pressione la rete elettrica
di R.S.
Con l'avanzare della stagione, questa curva si alza progressivamente, segno che i consumi medi aumentano durante l'intera giornata
Le ondate di calore fanno aumentare drasticamente il consumo di energia elettrica, soprattutto a causa dell'uso massiccio dei condizionatori. Si crea così un circolo vizioso: più le temperature salgono, più si ricorre all'aria condizionata per raffrescare abitazioni, uffici, negozi e mezzi pubblici. Allo stesso tempo, però, gli impianti rilasciano aria calda all'esterno, contribuendo ad aumentare la temperatura nelle città. Inoltre, il loro funzionamento richiede grandi quantità di elettricità e, nei modelli più datati, l'impiego di gas refrigeranti con un forte impatto sul riscaldamento globale.
Durante l'estate il fabbisogno di energia raggiunge i livelli più elevati dell'anno. Nelle ore più calde della giornata la rete elettrica è sottoposta a un forte stress, aumentando il rischio di sovraccarichi, disservizi e blackout.
Secondo i dati di Terna, il 23 giugno 2026 la domanda di potenza elettrica in Italia ha raggiunto 55,3 gigawatt alle 13:30, il valore più alto registrato dall'inizio dell'anno. Il record assoluto resta quello del luglio 2015, quando furono toccati 60,5 gigawatt. Negli ultimi anni, pur in presenza di estati molto calde, i picchi si sono leggermente ridotti grazie alla maggiore efficienza dei sistemi di climatizzazione e alla crescente diffusione degli impianti fotovoltaici.
L'andamento dei consumi segue un ritmo ben preciso: durante la notte la domanda diminuisce, mentre cresce progressivamente dalla mattina fino a raggiungere il massimo tra le 11 e le 16, quando le temperature sono più elevate e i condizionatori funzionano a pieno regime. Questo andamento genera la tipica "gobba" visibile nei grafici dei consumi estivi.
Con l'avanzare della stagione, questa curva si alza progressivamente, segno che i consumi medi aumentano durante l'intera giornata. Anche il picco centrale diventa più pronunciato, indicando un utilizzo sempre più intenso dell'energia nelle ore più calde.
Il confronto tra i dati di giugno conferma questa tendenza: il picco registrato il 25 giugno è stato del 23% superiore rispetto a quello del primo giovedì del mese, evidenziando quanto l'aumento delle temperature incida direttamente sulla domanda di elettricità.
Osservando i consumi complessivi, dal 1° al 25 giugno 2026 in Italia sono stati utilizzati 22.791,7 gigawattora di energia elettrica, circa il 16% in più rispetto allo stesso periodo di maggio. Il confronto con giugno 2025 mostra invece valori solo leggermente superiori, poiché anche lo scorso anno fu caratterizzato da un'intensa ondata di calore. Rispetto al 2024 e al 2023, invece, i consumi risultano più elevati rispettivamente del 7,8% e dell'11,5%.
I dati confermano come il caldo estremo non rappresenti soltanto un problema climatico, ma abbia effetti diretti sulla domanda di energia, sulla stabilità della rete elettrica e, di conseguenza, sui costi e sulla sostenibilità del sistema energetico.
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