Energia, acqua e cibo: il circuito virtuoso che rafforza la resilienza

di R.C.

1 min, 31 sec

La tecnologia, da sola, non basta: servono regole, finanziamenti e responsabilità condivise tra istituzioni, operatori, investitori e utenti

Energia, acqua e cibo: il circuito virtuoso che rafforza la resilienza

Acqua, energia e cibo sono risorse sempre più interdipendenti. Siccità, crisi energetiche e fragilità delle filiere alimentari mostrano come affrontarle separatamente non sia più sufficiente. È il principio del Water-Energy-Food Nexus, un modello che punta a integrare infrastrutture, investimenti e politiche per rendere i sistemi più efficienti e resilienti.

Le soluzioni possono essere diverse: riutilizzare le acque reflue in agricoltura, recuperare energia dai fanghi, alimentare gli impianti idrici con fonti rinnovabili o integrare in un unico sistema acqua, rifiuti ed energia. Ma la tecnologia, da sola, non basta. Servono regole, finanziamenti e responsabilità condivise tra istituzioni, operatori, investitori e utenti.

Un esempio significativo arriva da Atotonilco de Tula, in Messico, dove un grande impianto tratta gran parte delle acque reflue della Valle del Messico. L’acqua depurata viene utilizzata per irrigare un’area agricola di circa 80-90 mila ettari, mentre la digestione dei fanghi produce biogas destinato al fabbisogno energetico dell’impianto.

Il progetto è stato realizzato attraverso un partenariato pubblico-privato che ha coinvolto il fondo nazionale per le infrastrutture, investitori e banche commerciali. Un unico sistema infrastrutturale mette così in relazione servizi igienico-sanitari, agricoltura, energia e salute pubblica.

Un modello analogo, sviluppato nel tempo, è quello di Braunschweig, in Germania. Qui le acque reflue trattate vengono riutilizzate per l’irrigazione agricola, restituendo acqua e nutrienti ai terreni. Colture alimentari ed energetiche, biomasse e fanghi contribuiscono inoltre alla produzione di biogas e quindi di energia elettrica e termica.

Questi casi dimostrano che il vero valore del Nexus non sta soltanto nell'integrazione tecnologica, ma nella capacità di costruire sistemi in cui acqua, energia e produzione alimentare si sostengono reciprocamente. Perché il circuito funzioni, però, occorre allineare interessi economici, regole e investimenti, distribuendo in modo chiaro rischi e benefici.

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