Droni contro le nuvole: l’idea per aumentare fino al 30% la produzione del solare

di R.C.

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L’idea prevede l’impiego di decine o centinaia di piccoli droni elettrici, capaci di operare tra 1 e 5 chilometri di quota

Droni contro le nuvole: l’idea per aumentare fino al 30% la produzione del solare

E se invece di aspettare che le nuvole passino si potesse intervenire direttamente su di esse? È la scommessa di Meteoric Technologies, startup fondata da due ingegneri dell’Università di Cambridge e sostenuta da Y Combinator, che punta a utilizzare sciami di droni autonomi per aumentare la produzione degli impianti fotovoltaici.

L’idea prevede l’impiego di decine o centinaia di piccoli droni elettrici, capaci di operare tra 1 e 5 chilometri di quota. L’obiettivo non è utilizzare sostanze chimiche per disperdere le nuvole, ma modificare temporaneamente le loro microscopiche gocce d’acqua, riducendo la quantità di luce riflessa verso l’alto e lasciando passare più radiazione solare verso i pannelli.

Secondo le stime della startup, le nuvole basse e medie più compatte possono ridurre del 73-82% la radiazione solare che raggiunge un impianto. Intervenendo su questa perdita, la tecnologia potrebbe aumentare del 10-30% la produzione annuale degli impianti esistenti, senza dover installare nuovi pannelli.

La prospettiva è interessante soprattutto perché consentirebbe di sfruttare meglio infrastrutture fotovoltaiche già operative, aumentando la quantità di energia prodotta senza espandere necessariamente la superficie degli impianti.

Per ora, però, si tratta soprattutto di una promessa. Meteoric Technologies sostiene che un primo prototipo sia riuscito a ridurre del 13% la densità di una nube artificiale in una camera sperimentale. Mancano tuttavia dettagli pubblici sufficienti sulle dimensioni del test, sui metodi di misurazione, sulla ripetibilità dei risultati e su eventuali verifiche indipendenti.

La tecnologia dovrà quindi affrontare ancora numerosi test sul campo prima di poter dimostrare la propria efficacia in condizioni atmosferiche reali. Se i risultati confermassero anche solo una parte delle stime, tuttavia, gli sciami di droni potrebbero diventare un nuovo strumento per rendere il fotovoltaico più produttivo e meno dipendente dalla variabilità del cielo.

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