Emittenza locale, interrogazione di Rita Dalla Chiesa al Governo su misure a sostegno di imprese e pluralismo

di Redazione

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Emittenza locale, interrogazione di Rita Dalla Chiesa al Governo su misure a sostegno di imprese e pluralismo

E' stata pubblicata l'interrogazione parlamentare presentata dall'On. Rita Dalla Chiesa riguardante la situazione delle televisioni locali. Si tratta di un passaggio di particolare rilievo perché porta ufficialmente all'attenzione del Governo le problematiche che da tempo interessano il comparto e apre la strada ad una risposta istituzionale da parte del Ministero delle Imprese e del Made in Italy.

"Ringraziamo l'On. Rita Dalla Chiesa per la sensibilità dimostrata verso il settore dell'emittenza locale e confidiamo che l'iniziativa possa rappresentare l'inizio di un percorso volto all'individuazione di misure concrete a sostegno del pluralismo dell'informazione e delle imprese televisive locali", commenta Gianni Tanzariello, presidente Associazione nazionale televisioni locali TV INSIEME.

Ecco il testo integrale dell'interrogazione:

Al Ministro delle imprese e del made in Italy. — Per sapere – premesso che:

il sistema dell’editoria radiotelevisiva locale rappresenta un presidio fondamentale per il pluralismo dell’informazione, la democrazia sul territorio e la valorizzazione delle realtà regionali e provinciali del Paese;

l’attuale meccanismo di ripartizione dei contributi pubblici alle tv locali commerciali, disciplinato dal decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017, prevede la ripartizione sulla base di una graduatoria con una quota significativa riservata alle prime 100 emittenti in graduatoria;

tale meccanismo sta determinando una profonda e drammatica asimmetria tra le emittenti collocate nella cosiddetta «fascia A» (prime 100 posizioni in graduatoria) e quelle della cosiddetta «fascia B» (oltre la 100 posizione): trovarsi in questa fascia comporta un drastico ridimensionamento del contributo economico percepito;

a quanto consta all’interrogante l’associazione TV Insieme – ente di categoria che raggruppa emittenti televisive locali e operatori di rete – ha formalmente denunciato un disallineamento – stimato del 350 per cento – nell’erogazione dei contributi a sostegno dell’occupazione tra le due fasce; una distorsione strutturale che impone alle emittenti che si trovano oltre il 100 posto, pur soggette ai medesimi standard e obblighi minimi occupazionali, di operare con appena un quarto delle risorse stanziate;

nonostante la sentenza della Corte costituzionale del 15 aprile 2025 abbia formalmente ritenuto legittimo l’impianto del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017, l’applicazione concreta della normativa relativa alla graduatoria 2025 sta producendo effetti economici devastanti, determinando chiusure aziendali, licenziamenti di professionisti e giornalisti, e il conseguente oscuramento di storiche voci libere del territorio;

risulta all’interrogante una grave distorsione nell’attribuzione dei punteggi dei bandi, per cui il dato Auditel – pur dovendo valere formalmente il 30 per cento del riparto economico – finisce per determinare un peso reale nel punteggio finale compreso tra il 60 per cento e il 65 per cento mentre, al contrario, l’indicatore occupazionale – che dovrebbe incidere per il 67 per cento: sul riparto – ha un peso effettivo di appena il 35-39 per cento;

la gravità della crisi è ampiamente riconosciuta in modo trasversale dalle forze politiche: il 13 maggio 2026 il Senato ha approvato l’odg G/1852/26/6 che impegna il Governo a «valutare iniziative volte a riconoscere un contributo statale straordinario in favore delle emittenti locali collocate oltre la centesima posizione delle graduatorie approvate ai sensi del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017 incluse quelle temporaneamente escluse dalla fascia delle prime cento posizioni per effetto del turnover annuale, al fine di sostenere i maggiori costi energetici e garantire la continuità del servizio svolto sul territorio»;

nella stessa direzione si sono mosse alcune proposte emendative presentate dalla maggioranza durante la sessione di bilancio, volte a istituire un fondo da 15 milioni di euro annui;

l’Ordine nazionale dei giornalisti e del coordinamento nazionale dei Corecom hanno emanato più note ufficiali a tutela dei livelli occupazionali professionali e del servizio pubblico locale –:

quali iniziative urgenti intenda assumere il Ministro interrogato per sanare tempestivamente la distorsione distributiva del decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017 e scongiurare la chiusura definitiva di decine di emittenti locali, un settore essenziale per il pluralismo dell’informazione e per la vita democratica dei territori, affinché non venga progressivamente impoverito e non si assista alla sparizione di numerose storiche emittenti locali e alla conseguente perdita di posti di lavoro qualificati;

se e con quali tempistiche il Governo intenda dare concreta attuazione all’impegno politico assunto con l’approvazione dell’odg citato in premessa, valutando l’adozione di iniziative normative per lo stanziamento di risorse dedicate per evitare il collasso imminente delle emittenti collocate oltre la 100a posizione della graduatoria prevista dal decreto del Presidente della Repubblica n. 146 del 2017;

se non ritenga di assumere iniziative di competenza con urgenza per rimodulare e riequilibrare correttamente i criteri di attribuzione del punteggio, restituendo il giusto valore la salvaguardia dei livelli occupazionali rispetto ai dati di ascolto per salvaguardare i posti di lavoro e garantire il diritto costituzionale dei cittadini a un’informazione locale capillare e pluralista.

On. Rita Dalla Chiesa


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