Edilizia, mercoledì incontro Ance Genova - sindacati sul no al rinnovo del contratto

di Edoardo Cozza

Il presidente dell'associazione Delle Piane: "Spiegheremo perché ora non ci sono le condizioni per una contrattazione a livello provinciale"

Edilizia, mercoledì incontro Ance Genova - sindacati sul no al rinnovo del contratto

Il presidente di ANCE Genova, Filippo Delle Piane, a proposito dello stato di agitazione proclamato per il prossimo mercoledì 21 luglio dalle organizzazioni sindacali delle costruzioni, Fillea-CGIL, Filca-CISL e Feneal-UIL, per protestare contro l'interruzione delle trattative per  il rinnovo del contratto provinciale di lavoro, precisa: “Purtroppo non ci sono al momento le condizioni per aprire il tavolo contrattuale. È, infatti, in fase di rinnovo anche il contratto nazionale di lavoro e, considerati i rispettivi costi, non è ipotizzabile un doppio contestuale negoziato”.

È vero che i dati del settore evidenziano un incremento dell’attività, che secondo i sindacati giustificherebbe gli aumenti contrattuali richiesti, tuttavia, osserva l’ing. Delle Piane, in realtà gli effetti della ripresa produttiva del settore sono del tutto vanificati, da un lato, dall’eccezionale caro-materiali verificatosi negli ultimi mesi, che solo in questi giorni pare stia trovando una soluzione legislativa e che sta mettendo in ginocchio le imprese; dall’altro, dal meccanismo di pagamento dei lavori che fruiscono dei benefici fiscali, come il bonus del 110%, che addossa interamente alla imprese i relativi oneri finanziari ed economici, senza che, oltretutto, ad oggi il numero degli interventi sia in linea con le aspettative.

“Mercoledì riceveremo la delegazione sindacale in Associazione e spiegheremo loro le ragioni dell'attuale situazione; i rapporti con le organizzazioni sindacali - conclude Delle Piane – sono ottimi e non ho motivo di dubitare che potremo insieme riprendere al più presto l’impegno comune nei confronti degli interlocutori istituzionali, anche nazionali, per superare le rilevanti criticità che oggi impediscono una proficua discussione sul tema contrattuale”.