Dossier di Legambiente: problemi con il biossido di azoto, polveri sottili sotto controllo. Piaga incidenti stradali
di c.b.
Il vento salva Genova per l'inquinamento ma quanto emerge dal dossier di Legambiente "Genova e il divario 2030 - Dove siamo e cosa manca" è la fotografia di una città ancora lontano dagli obiettivi prefissati.
A colpire è soprattutto il numero di incidenti stradali sia mortali che con feriti, una vera e proprio piaga in una città dove vi sono 47 auto ogni 100 abitanti, a fronte di un obiettivo 2030 inferiore a 35. Nello specifico dai dati presentati emerge che gli incidenti sono 8,7 con morti e feriti ogni 1.000 abitanti, con un target sotto 2; ci sono solo 8,3 mq di superficie pedonalizzata ogni 100 abitanti, contro un valore medio di riferimento di 223 mq nelle città più virtuose; ci sono 1,11 metri equivalenti di infrastrutture ciclabili ogni 100 abitanti, a fronte di valore medio di riferimento di 31,5; è necessaria una riduzione del 26% per l'NO2 per allinearsi ai nuovi obiettivi europei; la domanda di trasporto pubblico è pari a 300 viaggi per abitante l'anno, con un obiettivo di 400.
"Ci sono alcuni dati sui quali non siamo messi malissimo come per le polveri sottili-ha spiegato il presidente di Legambiente Liguria, Bigliazzi- e per questo ringraziamo il vento che ci fa respirare meglio. Mentre abbiamo ancora un po' di problemi con il biossido di azoto e speriamo che l'elettrificazione del Porto possa aiutare. Soprattutto abbiamo grossi problemi sugli incidenti stradali. A partire dal numero di morti che è assolutamente sproporzionato e gravissimo e un numero di incidenti con feriti che è quasi peggio. La soluzione è la stessa: ridurre la velocità e mettere in sicurezza una serie di ruoli. Bisogna andare nella direzione dell'Europa con la città 30 (km/h), con l'ultimo codice della strada non si può fare ma si possono creare delle zone".
Per l'assessore Robotti "Abbiamo svoltato: avendo affrontato il problema della sicurezza stradale che oggettivamente è un dato importante con le zone 30 scolastiche ed è una prima fase. Non elimina gli incidenti e c'è ancora i problema di tutelare la parte debole della circolazione come i pedoni. Mentre sul Tpl stiamo investendo energie e denaro per salvare e rilanciare il trasporto pubblico locale perché non esiste una mobilità sostenibile senza un trasporto pubblico locale efficiente che funzioni e che copra comunque la città".
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