Dossena e Flachi: "Perché nessuno della società difende gli allenatori? Così si sta massacrando la Sampdoria"

di m. mich.

"Io mi rivolgo a quelle mezze figure che viaggiano all'interno della Sampdoria, quelle mezze figure che stanno tirando contro queste persone che hanno fatto sicuramente degli errori e parlo di Foti e Gregucci, che stanno facendo degli errori e sono d'accordo con la maggior parte dei tifosi e con il loro comunicato. Gli ultimi risultati in qualche maniera derivano anche da brutte decisioni prese in campo. Ma le mezze figure che viaggiano all'interno della Sampdoria, che prendono stipendi e che non difendono gli allenatori, anzi fomentano la piazza affinché vengano mandati via, non devono più vivere dentro a questa società. La società non è dei tifosi, la società non è dei dipendenti, la storia è di tutti quanti. Costoro facciano le persone serie, difendano gli allenatori e gli stiano vicini, soprattutto in questo momento".

Lo ha detto Beppe Dossena, campione del mondo e icona dell'epoca d'oro della Sampdoria, al Derby del Lunedì.

 

"E' normale che le responsabilità sono di tutti, però quando si fanno delle scelte e si ha fiducia anche nelle persone bisogna difenderle. E' troppo facile apparire quando si vince, metterci la faccia, mettersi sui social poi quando si perde le responsabilità tanto sono degli allenatori e quindi lasciamo andare. Non va bene così, si sta creando una situazione molto ma molto pesante. La gente la capisco, la gente è frustrata, la gente sta rivedendo gli spettri dell'anno scorso.  Quindi è normale che delle volte può essere anche più cattiva di quello che è. Ma non va bene tutto il contorno della Sampdoria, non va bene perché sembra di rivedere il solito film. Perché fino a due partite fa la Sampdoria era ritornata a far vedere qualcosa di buono. In due partite è successo il finimondo, però nessuno ci mette mai la faccia. C'è solo una persona che ci mette sempre la faccia, è Gregucci. Gli altri proprietari e dirigenti non mettono mai nessuno la faccia, scappano tutti, poi vogliamo parlare di appartenenza. L'appartenenza a cosa serve, a venire lì a passare del tempo oppure a fare qualcosa per la Sampdoria. Perché sennò non va bene, non sono in simbiosi le cose. Se abbiamo l'appartenenza si deve aiutare la Sampdoria, non far finta di niente. Capisco i tifosi, perché il problema di questo calcio ora sono anche i social, sono i social, perché i social influiscono nelle società e soprattutto nei giocatori, perché i giocatori non hanno quella personalità di motivare le critiche e quindi mentalmente leggendo tutto questo vanno in confusione, si creano degli alibi perché tanto danno la colpa all'allenatore e questo non va bene. Cerchiamo di aiutarla la Sampdoria, non di distruggerla perché si rischia di fare la stessa fine dell'anno scorso e senza appello".

Ha aggiunto Francesco Flachi, terzo cannoniere nella storia della storia dietro ai monumenti Roberto Mancini e Gianluca Vialli.

 

Vi proponiamo un estratto della trasmissione, il programma integrale è a disposizione on demand sul sito telenord.it nella sezione dedicata al Derby del Lunedì.

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