Dipendenze, Salis e Bucci: “Da Genova una strategia condivisa per affrontare nuove fragilità”

di Carlotta Nicoletti

Al via il Simposio WFTC a Palazzo Ducale: esperti da cinque continenti lavorano alla “Carta di Genova 2026-2036”

Genova ospita da oggi al 20 maggio il Simposio Mondiale della World Federation of Therapeutic Communities (WFTC), appuntamento internazionale dedicato alla prevenzione, alla cura delle dipendenze e alle nuove marginalità sociali. Obiettivo dell’incontro è la stesura della “Carta di Genova 2026-2036”, documento che punta a definire linee guida e strategie condivise per il prossimo decennio.

Inaugurazione – I lavori si sono aperti nella Sala del Maggior Consiglio di Palazzo Ducale con una partecipazione numerosa di operatori, professionisti e cittadini. L’evento è promosso dalla WFTC insieme alla Fondazione CEIS Genova e alla Federazione Italiana Comunità Terapeutiche (FICT).

Interventi – Ad aprire il simposio sono stati i saluti istituzionali della sindaca Silvia Salis. “Le dipendenze non possono essere affrontate soltanto in chiave di sicurezza – ha dichiarato – ma come una questione sanitaria, sociale, educativa e relazionale. Servono risposte integrate”. La sindaca ha ricordato il lavoro avviato dal Comune insieme ad Asl 3, Coread, Municipi e Prefettura per affrontare in modo coordinato le situazioni di fragilità.

Confronto – Durante l’inaugurazione sono intervenuti anche il vicepresidente WFTC e presidente CEIS Genova Enrico Costa, l’arcivescovo Marco Tasca, il sottosegretario Alfredo Mantovano e il presidente della Regione Liguria Marco Bucci. Presente anche l’assessora al Welfare Cristina Lodi, che ha definito il simposio “un’occasione importante per confrontarsi sulle nuove forme di dipendenza e sulle strategie di presa in carico delle persone”.

Il segnale – Il presidente della Regione Liguria Marco Bucci ha definito il ritorno del congresso a Genova “un segnale importante per la città e la regione”. “Oggi le dipendenze sono molte di più rispetto al passato – ha detto – non solo sostanze chimiche, ma anche gioco d’azzardo, tecnologia e psicofarmaci. È una grande sfida che richiede coraggio e rispetto della dignità delle persone. A Genova abbiamo una buona storia, ma dobbiamo continuare a costruirne una ancora migliore”.

Le comunità – Il vicepresidente WFTC e presidente CEIS Genova Enrico Costa ha evidenziato il ruolo centrale delle comunità terapeutiche nel percorso di cura. “La comunità terapeutica è uno degli interventi più potenti e impegnativi per chi esce dalle dipendenze”, ha spiegato, sottolineando come il modello vari a livello internazionale in base a normative e risorse disponibili. “In questi giorni si confrontano esperienze e modelli per arrivare a un testo condiviso che possa essere messo a disposizione di istituzioni come ONU e governi, così da migliorare gli interventi terapeutici”.

Sfide – Al centro del dibattito ci sono soprattutto le nuove emergenze legate alle droghe sintetiche, al disagio giovanile e alle forme contemporanee di marginalità. Oltre duecento delegati provenienti dai cinque continenti parteciperanno a tavoli tematici dedicati alle migliori pratiche educative e terapeutiche.

Obiettivo – La “Carta di Genova” rappresenterà il documento conclusivo del simposio e sarà pensata come una road map internazionale per orientare politiche sociali, sanitarie ed educative nei prossimi dieci anni.

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