Difficoltà delle nuove procedure: calano le richieste di riconoscimento delle disabilità

di Redazione

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Difficoltà delle nuove procedure: calano le richieste di riconoscimento delle disabilità

Un calo significativo delle richieste di riconoscimento della disabilità sta emergendo negli ultimi mesi del 2025 in provincia di Genova, sollevando interrogativi sulle cause reali del fenomeno. Secondo i dati relativi al periodo ottobre-dicembre, le domande complessive sono diminuite del 28% rispetto allo stesso intervallo dell’anno precedente. Ancora più marcata la flessione per le nuove pratiche con esito positivo, ovvero quelle che danno diritto a una prestazione economica, ma non ancora erogata: in questo caso la riduzione supera il 30%.

A segnalare la situazione è la CGIL, che attribuisce il fenomeno all’introduzione delle nuove procedure dell’INPS, ritenute più complesse e meno accessibili per i cittadini. Secondo il sindacato, non si tratta di una diminuzione degli aventi diritto, bensì di un aumento delle difficoltà burocratiche che scoraggiano o rallentano la presentazione delle domande.

I numeri raccolti dal patronato Inca evidenziano un crollo ancora più netto. Come sottolinea il coordinatore ligure Marco De Silva, tra il primo ottobre e il 15 dicembre 2025 sono state seguite 135 pratiche per assegni o pensioni di invalidità civile nella Città Metropolitana di Genova, contro le 465 dello stesso periodo del 2024, con una diminuzione del 71%. Ancora più drastico il dato relativo alle richieste di indennità di accompagnamento, scese da 1.207 a 321, pari a un calo del 73,4%.

Fino a pochi mesi fa, il percorso per ottenere il riconoscimento della disabilità risultava più lineare: il cittadino si rivolgeva direttamente ai patronati, mentre il medico di base si limitava a redigere una relazione sanitaria da consegnare al richiedente. Era poi il patronato a occuparsi dell’invio della pratica all’INPS e della gestione dell’intero iter.

Con la nuova procedura, invece, il ruolo centrale passa al medico di famiglia, che deve avviare e trasmettere direttamente la richiesta all’INPS. Ed è proprio qui che, secondo la CGIL, emergono le principali criticità: non tutti i medici effettuano questa operazione, creando disorientamento tra i cittadini. Molti continuano a rivolgersi ai patronati, che però non possono più gestire direttamente la fase iniziale e sono costretti a rimandare gli utenti ai loro medici, con il rischio di bloccare o rallentare l’intero processo.

Un ulteriore ostacolo riguarda la fase finale: anche quando il diritto alla prestazione viene riconosciuto, è necessario inviare all’INPS i dati socio-economici, compreso l’IBAN, per consentire la liquidazione della pensione. Questo passaggio, spesso sconosciuto a chi procede autonomamente, può causare lo stallo delle pratiche già approvate.

La riforma è stata introdotta con un approccio graduale, attraverso una fase di sperimentazione territoriale. Dal primo gennaio 2025 il nuovo sistema è stato testato in nove province, tra cui Brescia, Firenze e Salerno, per poi essere esteso dal 30 settembre dello stesso anno ad altre undici aree, tra cui Genova. L’obiettivo dichiarato dall’INPS è quello di semplificare le procedure, ridurre i tempi di attesa ed evitare duplicazioni burocratiche, anche se il sindacato contesta l’efficacia concreta di queste misure.

Nel frattempo, i dati complessivi delineano un quadro rilevante per la Liguria. Al primo gennaio 2026 risultano attive quasi 120 mila pensioni di invalidità, per un totale di 117.916 prestazioni tra invalidità civile e assegni sociali. Le nuove pensioni liquidate nel corso del 2025 per invalidità e assistenza superano quelle legate alla vecchiaia o anzianità, segnalando un fabbisogno crescente in ambito sociale.

Nel dettaglio, le prestazioni destinate agli invalidi civili in Liguria sono 76.091, con un importo medio mensile di circa 511 euro. Numeri che evidenziano non solo la diffusione del fenomeno, ma anche l’importanza di un sistema efficiente e accessibile per garantire diritti fondamentali a una fascia significativa della popolazione.

 

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