Comunione e Cresima lo stesso giorno, la nuova frontiera della chiesa
di R.C.
Non cambiano i contenuti della fede cattolica, ma sta cambiando il modo in cui vengono trasmessi alle nuove generazioni. È questa la direzione intrapresa dall'arcidiocesi di Genova che, seguendo le indicazioni della Conferenza Episcopale Italiana (Cei) e dell'arcivescovo padre Marco Tasca, sta progressivamente rinnovando il percorso di iniziazione cristiana destinato a bambini e ragazzi.
La trasformazione è già in corso. Concluso il ciclo delle celebrazioni di quest'anno e in vista della ripresa delle attività dopo l'estate, sacerdoti, catechisti e famiglie si trovano di fronte a nuove scelte organizzative e pastorali. Oggi, infatti, nelle parrocchie genovesi convivono modelli differenti: in alcune realtà Prima Comunione e Cresima vengono celebrate a distanza di anni, in altre a pochi giorni di distanza, mentre in alcuni casi i due sacramenti vengono amministrati nella stessa celebrazione.
Accanto a queste novità si sta sviluppando anche una sperimentazione che coinvolge direttamente i genitori. Attualmente undici parrocchie hanno aderito a un percorso nel quale il catechismo familiare affida alle famiglie un ruolo centrale, trasformando madri e padri in primi educatori della fede dei propri figli.
L'obiettivo fondamentale della catechesi resta invariato: accompagnare bambini e preadolescenti alla scoperta delle basi della fede cristiana. Ciò che evolve sono gli strumenti e i metodi utilizzati per raggiungere questo traguardo.
La storia della Chiesa dimostra che il modo di insegnare la fede è già cambiato più volte. Fino agli anni Settanta era diffuso il Catechismo di San Pio X, basato su domande e risposte da imparare a memoria. Successivamente, sulla spinta del Concilio Vaticano II, quel modello è stato gradualmente superato, fino alla pubblicazione del nuovo Catechismo della Chiesa Cattolica nel 1992.
Un ulteriore passaggio è arrivato nel 2021 con il documento della Cei "Artigiani di comunità", che ha invitato le diocesi italiane a ripensare il linguaggio e le modalità della trasmissione della fede. Papa Francesco aveva sintetizzato questa prospettiva con un invito a costruire comunità aperte, capaci di valorizzare i talenti e la partecipazione di tutti, superando una visione esclusivamente scolastica e nozionistica della catechesi.
A Genova il processo di rinnovamento ha preso forma proprio negli anni della pandemia. In quel periodo, sotto la guida di don Gianfranco Calabrese, l'Ufficio catechistico diocesano sperimentò nuove modalità formative: incontri a distanza, materiali per la catechesi domestica e percorsi adattati alle restrizioni sanitarie.
Da quell'esperienza nacque un gruppo di lavoro incaricato di riflettere sul futuro della catechesi alla luce delle indicazioni del Papa e dei vescovi italiani.
Nel frattempo, nel 2021, padre Tasca avviò una profonda riorganizzazione della Curia genovese, affidando a don Calabrese il ruolo di vicario episcopale per l'Annuncio del Vangelo e la missionarietà. La guida dell'Ufficio catechistico passò quindi a don Matteo Firpo, che nel 2023 pubblicò il documento "Orientamenti per rinnovare il cammino dell'Iniziazione Cristiana dei ragazzi con le famiglie".
Secondo la visione proposta da don Firpo, il tempo della riflessione deve lasciare spazio all'azione. L'obiettivo è superare l'idea del catechismo come semplice lezione settimanale, per trasformarlo in un'esperienza vissuta all'interno dell'intera comunità parrocchiale.
Nel documento si sottolinea come la formazione cristiana non debba più essere confinata tra banchi, programmi e orari prestabiliti, ma debba intrecciarsi con la vita concreta della parrocchia, delle famiglie e dei credenti.
Per accompagnare questo cambiamento, ai catechisti è stato consegnato il sussidio "Un primo passo", pensato come strumento di supporto per avviare i nuovi percorsi.
Tra gli aspetti che più attirano l'attenzione delle famiglie emerge una maggiore flessibilità nell'accesso ai sacramenti. L'ammissione alla Comunione e alla Cresima non è più rigidamente legata all'età o alla classe scolastica frequentata, ma può seguire itinerari personalizzati, definiti attraverso il dialogo tra sacerdoti, catechisti e genitori.
In questo quadro, i sacramenti possono essere ricevuti anche in una parrocchia diversa da quella di appartenenza e la Cresima può precedere la Prima Comunione oppure essere celebrata nello stesso giorno.
A uno sguardo esterno, queste innovazioni potrebbero apparire come un tentativo di rendere più semplice la partecipazione delle famiglie e contrastare il progressivo calo di presenze nelle parrocchie. Chi vive quotidianamente questi percorsi, tuttavia, offre una lettura differente. «L'obiettivo non è semplificare a tutti i costi – spiega una catechista – ma aiutare bambini e famiglie a incontrare davvero il messaggio di Gesù. Perché il cuore del Vangelo è la gioia».
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