Difesa della costa e socialità, il Circolo Dopolavoro Ferroviario di Vesima riparte dopo la mareggiata del 2018
di Anna Li Vigni
Grazie alla Protezione Civile regionale e nazionale che ha finanziato un intervento di messa in sicurezza e resilienza di questo splendido territorio
Un importante intervento di messa in sicurezza del litorale ha restituito piena funzionalità al Circolo Dopolavoro Ferroviario, colpito duramente dalla storica mareggiata che investì la Liguria nel 2018. L’opera, finanziata da Regione Liguria attraverso la Protezione Civile regionale e nazionale, rappresenta oggi un esempio concreto di collaborazione tra istituzioni e associazionismo territoriale.
A sottolinearlo è stato l’assessore regionale Giacomo Giampedrone durante la visita alla struttura, evidenziando come il progetto abbia consentito di aumentare la resilienza non solo del circolo, ma anche delle infrastrutture presenti nell’area retrostante.
“Grazie alla Protezione Civile regionale e nazional, è stato possibile finanziare un intervento di messa in sicurezza e difesa a mare di questo splendido territorio. Un lavoro che ha permesso di rendere più sicura tutta l’area e di tutelare una realtà storica e sociale importante per la città”.
L’investimento complessivo supera i 2 milioni di euro ed è stato gestito anche a livello commissariale, in collaborazione con il Comune di Genova e con il Dopolavoro Ferroviario. Un lavoro sinergico che ha coinvolto istituzioni e associazioni locali con l’obiettivo di ricostruire in maniera più sicura dopo i danni causati dalla mareggiata del 2018, ricordata come una delle più devastanti nella storia recente della regione.
L’intervento non ha avuto soltanto una valenza infrastrutturale. Il recupero del circolo significa infatti anche preservare un importante punto di aggregazione sociale e culturale per lavoratori e cittadini.
“Se non fosse stato realizzato questo intervento di protezione e messa in sicurezza, ha aggiunto l’assessore, una forma di associazionismo così importante non avrebbe potuto continuare la propria attività in un luogo così significativo per il territorio. Avremmo rischiato di perdere anche un prezioso tessuto sociale della nostra città”.
Determinante anche il contributo dell’associazione stessa, che ha investito nel rinnovo dei locali danneggiati dalla mareggiata, affiancando così gli interventi pubblici di protezione civile.
Il progetto viene oggi indicato come un modello virtuoso di collaborazione tra enti pubblici e realtà associative, capace di coniugare sicurezza del territorio, tutela delle infrastrutture e valorizzazione della socialità.
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