Corso Podestà, si allungano i tempi per il dissequestro dei pini
di Claudio Baffico
Si allungano i tempi per il dissequestro dei pini di corso Podestà a Genova, dopo l’apertura dell’inchiesta da parte della Procura per presunta distruzione di bellezze naturali e violazione del codice dei beni culturali e del paesaggio. Il fascicolo, avviato il 4 maggio in seguito a un esposto presentato da Italia Nostra, è stato affidato ai carabinieri forestali incaricati di svolgere gli accertamenti.
Gli investigatori attendono ancora dal Comune tutta la documentazione relativa alla gestione degli alberi: dalle classificazioni di rischio ai monitoraggi effettuati nel tempo, fino ai verbali degli incontri con la Sovrintendenza che avevano portato alla decisione di abbattere due pini considerati più pericolosi, inseriti in classe D, e di monitorarne altri due classificati in classe C, valutandone successivamente l’eventuale taglio.
Dopo il sequestro degli alberi, e in vista dell’Adunata degli Alpini, il Comune aveva ottenuto dalla Procura l’autorizzazione a delimitare l’area attorno ai pini per motivi di sicurezza pubblica. La zona resta tuttora transennata perché, con gli alberi sotto sequestro, Aster non può effettuare verifiche tecniche, prove di trazione o ulteriori controlli strumentali. Per questo motivo l’amministrazione comunale ha scelto di mantenere le limitazioni alla viabilità.
Le conseguenze sono evidenti anche sul traffico: parte di corso Podestà continua a essere occupata dalle transenne, con una riduzione dei posti auto disponibili e il restringimento della carreggiata. Una situazione destinata a protrarsi almeno fino alla decisione sul dissequestro.
Parallelamente prosegue anche l’inchiesta sul crollo della palma di piazza Paolo da Novi, avvenuto il 12 marzo dello scorso anno e costato la vita a Francesca Testino. Nell’indagine risultano coinvolte dodici persone, tra dirigenti e tecnici, in larga parte legati ad Aster. Anche quella palma era stata classificata in classe di rischio C, la stessa attribuita ai due pini di corso Podestà.
Nel corso dell’ultima udienza dell’incidente probatorio, sono stati ascoltati il perito nominato dalla gip Carla Pastorini e i consulenti delle parti. Secondo il perito del giudice, il crollo sarebbe stato causato esclusivamente dalla presenza di funghi patogeni che avevano compromesso la stabilità della pianta. Una ricostruzione non condivisa dagli altri consulenti, compresa quella della Procura, secondo cui tra le concause ci sarebbero anche i lavori effettuati nell’aiuola su incarico del Municipio.
A margine dell’udienza, l’avvocato Andrea Boselli, che insieme a Pietro Bogliolo difende alcuni degli indagati, ha ribadito che Aster avrebbe avuto soltanto un ruolo operativo e manutentivo, mentre le decisioni sugli interventi eseguiti nel corso degli anni nell’area non sarebbero state di competenza dell’azienda.
Con la chiusura dell’incidente probatorio, gli atti sono ora tornati al pm Fabrizio Givri, che potrà disporre ulteriori approfondimenti investigativi. Prima della conclusione delle indagini non si esclude inoltre l’iscrizione di nuovi nomi nel registro degli indagati.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Genova, nel periodo estivo impegnati 35 mezzi in più di Amiu
12/05/2026
di c.b.
Processo Cella, anche la Procura presenta ricorso in appello
12/05/2026
di c.b.
Amt, il comune approva definitivamente il sostegno al piano di risanamento
12/05/2026
di Redazione
Pra’ ricorda i suoi garibaldini: inaugurati i giardini di via delle Sorgenti Sulfuree
12/05/2026
di Anna Li Vigni
Genova, chiuso il nuovo molo del porticciolo di Nervi: verifiche dopo le mareggiate
12/05/2026
di Carlotta Nicoletti

