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Delitto Cella, potrebbero slittare a maggio i risultati del Dna

di Redazione

Il genetista Emiliano Giardina, che sta analizzando i reperti recuperati sul luogo del delitto, ha chiesto una proroga per il deposito dell'analisi.

Delitto Cella, potrebbero slittare a maggio i risultati del Dna

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Come era previsto, arriveranno in primavera i risultati dei test del Dna nell'ambito dell'indagine sull'omicidio di Nada Cella, la segretaria massacrata nel maggio 1996 a Chiavari nello studio del commercialista Marco Soracco dove lavorava.

Il genetista Emiliano Giardina, che sta analizzando i reperti recuperati sul luogo del delitto, ha chiesto una proroga per il deposito dell'analisi. Il termine era previsto per fine febbraio. Anche la procura chiederà uno slittamento dei termini per le indagini. Si potrebbe arrivare anche a maggio.


Nei giorni scorsi è stato invece chiesto all'ex pubblico ministero Filippo Gebbia, che indagò all'epoca, se avesse il fascicolo su Annalucia Cecere, l'ex insegnante indagata per l'omicidio. Il faldone è andato distrutto nell'alluvione di Chiavari e sono rimasti integri solo alcuni verbali dei carabinieri, tra cui quello sulla perquisizione a casa di Cecere dove vennero trovati i bottoni uguali a quello trovato sotto il corpo della ragazza.
La donna era stata indagata ma scagionata dopo una settimana. I militari aveva sentito alcuni testimoni che avevano raccontato che Cecere era stata vista con le mani sporche di sangue scappare sul motorino da sotto lo studio del commercialista.
Secondo gli investigatori quegli aspetti vennero sottovalutati, ma nei mesi scorsi erano stati riaffrontati dalla criminologa Antonella Pesce Delfino e dall'avvocato della famiglia Sabrina Franzone che hanno fatto riaprire il caso. Per gli inquirenti che hanno riaperto il caso, Cecere avrebbe ucciso per gelosia nei confronti di Soracco, che avrebbe avuto un interessamento invece per la segretaria, e per prendere il suo posto di lavoro. Il commercialista insieme alla anziana madre sono indagati per false dichiarazioni al pm: per l'accusa avrebbero mentito su aspetti di cui erano a conoscenza. 

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