Decreto sulla montagna: 26 comuni liguri protestano contro i nuovi criteri
di Redazione
Un fronte compatto di 26 Comuni liguri è pronto a dare battaglia contro il decreto sulla montagna promosso dal ministro Calderoli, scegliendo la via legale per contestarne i criteri. Gli enti esclusi dalla nuova classificazione della “montanità” hanno infatti deciso di presentare ricorso al Tar del Lazio, con il supporto di Anci Liguria, che interverrà nel procedimento.
Al centro della protesta c’è una revisione dei parametri basata su altitudine e pendenza, ritenuti dai sindaci troppo rigidi e incapaci di rappresentare la reale condizione dei territori. Secondo il vicepresidente di Anci Liguria, Fabio Natta, la questione va ben oltre l’aspetto simbolico: si tratta di difendere un principio sancito dalla Costituzione, che prevede misure a favore delle zone montane, e soprattutto di tutelare l’accesso a fondi, servizi e agevolazioni.
In gioco ci sono infatti risorse fondamentali per le comunità locali: dalle deroghe per le scuole di montagna agli incentivi per i medici di base, fino ai sostegni per il trasporto pubblico, i servizi sociosanitari e le attività economiche. Senza dimenticare sgravi fiscali per l’acquisto e la ristrutturazione della prima casa.
L’esclusione di numerosi territori, spesso già fragili, rischia – secondo gli amministratori – di aggravare fenomeni come lo spopolamento e il disagio socio-economico. In Liguria, i Comuni classificati come montani passano da 166 a 142, lasciando fuori una parte significativa dell’entroterra. Tra i 26 che hanno aderito al ricorso figurano realtà delle province di Genova, La Spezia, Savona e Imperia, tra cui Avegno, Moneglia, Sestri Levante, Levanto, Albenga e Andora.
Non sono mancate le polemiche per alcune scelte considerate contraddittorie: mentre diversi piccoli borghi dell’entroterra sono stati esclusi, altri territori anche costieri – come Amalfi e Sanremo – risultano inclusi per la presenza di rilievi montuosi, pur non vivendo le stesse difficoltà strutturali.
La normativa, la legge 131 del 2025, approvata dal Consiglio dei Ministri, è stata oggetto di confronti e revisioni negli ultimi mesi, anche grazie alla pressione di amministratori locali in tutta Italia. Nonostante un parziale allentamento dei criteri iniziali, molti Comuni restano fuori dalla classificazione, alimentando il malcontento.
Diversi casi emblematici raccontano le criticità del provvedimento: Carrodano, in Val di Vara, segnato da calo demografico e poche attività; Tribogna, nell’alta Val Fontanabuona, con una popolazione drasticamente ridotta; o Zuccarello, piccolo centro della valle del Neva con meno di 300 abitanti. Fino al caso limite di Ranzo, escluso per una questione di pochi metri di confine con un Comune non montano.
Nel corso dell’ultima riunione operativa a Genova, alla presenza del legale incaricato Antonio Bartolini, sono stati definiti gli ultimi dettagli del ricorso, che sarà depositato nelle prossime settimane. L’obiettivo è ottenere il riconoscimento dello status di montanità per quei territori che, pur presentando caratteristiche geografiche e socio-economiche tipiche delle aree montane, sono stati esclusi dalla nuova classificazione.
Per restare sempre aggiornati sulle principali notizie sulla Liguria seguiteci sul canale Telenord, su Whatsapp, su Instagram, su Youtube e su Facebook.
Altre notizie
Pesca, via al bando per sperimentare la sciabica da natante in Liguria
11/04/2026
di Redazione
Via Carso, si riavvicina la riapertura del tratto interdetto al traffico
11/04/2026
di r.c.
Come fronteggiare i disagi di vento e maltempo a Genova: i consigli dei Vigili del Fuoco
10/04/2026
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
Sampierdarena, bidone abbandonato finalmente rimosso: i cittadini ringraziano Telenord
10/04/2026
di Anna Li Vigni
Forum ecosostenibilità Tn, Acciaio e riciclo, la sfida dell’innovazione: "L’Italia già in linea con gli obiettivi europei al 2030"
10/04/2026
di Carlotta Nicoletti

