Genoa, De Rossi: "Contro la Juventus pronti ad affrontare diversi scenari. Out Norton Cuffy".

di Claudio Baffico

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"Si possono preparare partite con strategie diverse, ma i principi non devono cambiare: coraggio, capacità di aggredire l’avversario e di difendere l’area, gestendo il possesso"

Genoa, De Rossi: "Contro la Juventus pronti ad affrontare diversi scenari. Out Norton Cuffy".

Alla ripresa del campionato, Daniele De Rossi ha analizzato con maggiore profondità il momento della squadra, con il focus puntato sull'impegnativa trasferta di lunedì sul campo della Juventus.
"La delusione per il k.o. contro l'Udinese  va smaltita - esordisce il tecnico del Genoa - Non è la prima volta che raccogliamo meno punti di quelli che avremmo meritato. Sono cose che non si possono cambiare: va fatta un’analisi onesta e lucida della partita e non si può non essere soddisfatti della prestazione dei ragazzi. Sono fiducioso, anche se ti fai qualche domanda in più per capire se stai andando nella direzione giusta o se stai toccando i tasti corretti. La cosa positiva è che i ragazzi che sono rimasti si sono allenati seriamente e con intensità. Sono contento anche dei nazionali, rientrati belli svegli e brillanti. Sappiamo che il nostro obiettivo è ancora lontano e che affrontiamo una squadra molto forte".

Il tecnico ha fornito un aggiornamento dettagliato sugli indisponibili: "Brooke Norton Cuffy non sarà della partita. Non siamo preoccupati per un infortunio grave, ma ha avuto un piccolo problema alla fine dell’allenamento in Nazionale. Non è nulla di serio, ma è comunque pesante non averlo a disposizione".

De Rossi ha poi toccato il tema Tommaso Baldanzi: "Si è allenato, l’ho visto bene. In questi giorni mi è sembrato a tratti un po’ meno elastico e brillante, poi però ha lavorato bene. Può partire dal primo minuto oppure entrare a gara in corso".

Ampio spazio anche al legame con Luciano Spalletti:
"È un allenatore e una persona importante per me. Lo colloco più nella sfera personale che in quella professionale: è un amico e lo reputo calcisticamente fenomenale. Abbiamo giocato tanto insieme e ci siamo dati molto a vicenda. Sono successe tante cose dentro e fuori dal campo: ci siamo scontrati, poi riavvicinati. Siamo legati come tutti quelli di quella Roma. Ci siamo fatti gli auguri di buona Pasqua, io gli ho fatto anche quelli per Pasquetta".

Sulla similitudine con Carlo Mazzone, De Rossi ha risposto con ironia: "Se faccio gol vado sotto la curva della Juve (ride)".Poi, con maggiore serietà: "Ho avuto la fortuna di esordire come raccattapalle e vedere da vicino una persona capace di trascinare lo stadio. È un onore essere paragonato a lui. Lo si ricorda come romano ed esuberante, ma chi lo ha avuto – penso a Pirlo o Guardiola – ne parla con enorme stima e lo considera un allenatore proiettato al futuro. È davvero un grande complimento".

Entrando nel merito dell’identità della squadra: "Si possono preparare partite con strategie diverse, ma i principi non devono cambiare: coraggio, capacità di aggredire l’avversario e di difendere l’area, gestendo il possesso. Ogni gara ha delle scorciatoie per arrivare al risultato. Si può giocare in modo più verticale, con più palleggio oppure in maniera più spregiudicata".

Sul tema dei giovani, il tecnico ha ampliato il discorso: "Ridurre tutto al coraggio sarebbe banalizzare. Ogni giocatore ha il suo percorso e i suoi tempi. Abbiamo mandato alcuni ragazzi a giocare e ne abbiamo trattenuti altri, difendendoli da diverse offerte. Anche in passato ho fatto scelte simili. Il vero coraggio si vedrà a giugno: si riparte da zero e capiremo se le scelte avranno pagato. Quando subentri devi sistemare tante cose, ma il coraggio lo dimostreremo ricostruendo e dando spazio importante ai giovani".

Analizzando la prossima sfida contro la Juventus: "È una squadra di qualità, con giocatori forti e forse ancora più camaleontica quando ha il pallone tra i piedi. Ha grande palleggio e tante opzioni. Ci stiamo preparando con un paio di alternative e siamo abbastanza pronti ad affrontare diversi scenari. Bisogna avere testa alta, senza difendersi troppo bassi, perché è lì che i loro giocatori riescono a esprimere al massimo la loro qualità".

Chiusura dedicata alla gestione della sosta:
"Personalmente mi piace staccare subito, indipendentemente dal risultato. Non amo allenarmi troppo a lungo quando la partita è lontana. La sosta è stata produttiva: abbiamo staccato, smaltito il fastidio per una gara che meritavamo di vincere e lavorato bene. A volte il riposo, anche mentale, è uno degli allenamenti migliori che si possano fare".

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