Ddl Pillon, il garante dell'infanzia in Liguria: "Sarebbe anacronistico"

di Fabio Canessa

Nuovo scontro M5s-Lega dopo il Family Day, Lalla si schiera contro il provvedimento

Il garante dei diritti dell'infanzia in Liguria si schiera contro il ddl Pillon, primo pezzo della riforma della famiglia voluta dalla Lega. "A me non dispiace che sia archiviato. Partiva da un buon presupposto, ma avrebbe impedito di fare un passo avanti”. È il commento ai microfoni di Telenord di Francesco Lalla dopo le dichiarazioni del sottosegretario alla presidenza del Consiglio, Vincenzo Spadafora, che ha bocciato il provvedimento: “Non andrà mai in aula”. Un’affermazione che ha riacceso lo scontro con la Lega nelle parole del capogruppo al Senato Massimiliano Romeo: “Non si può certo archiviare quello che è scritto nel contratto di governo”.

Secondo Lalla il disegno di legge, che prevedeva tra l'altro il principio di bigenitorialità perfetta, l'affidamento condiviso esteso a tutti i casi e l'abolizione dell'assegno di mantenimento, “partiva da un presupposto buono, quello di dare maggiore protezione ai papà penalizzati nelle separazioni rispetto alle mamme, e quello era uno spunto tutto sommato lecito. Anche io ho constatato che la situazione dei padri separati è più difficile. Per il resto c’erano parecchi punti discutibili. Un passo indietro? Diciamo che avrebbe impedito un passo in avanti”.

“Il problema base – prosegue Lalla – è la non discriminazione di nessuno. Ormai l’evoluzione della famiglia è tale che indirizzare un beneficio a un tipo di famiglia piuttosto che un altro è anacronistico, è contro l’avvenire e il progresso”.

Parole di biasimo anche per il Family Day di Verona: “Ciò che mi preoccupa è che una manifestazione di questo genere acuisce le diversità, va contro e non favorisce la discussione pacata sul problema della famiglia, che dovrebbe trovare la condivisione di molti”.