Data center ed energia: le regole UE per efficienza e sostenibilità
di R.S.
Per governare l'impatto del settore, l’Unione europea ha rafforzato un quadro normativo articolato che punta su efficienza, trasparenza e sostenibilità
I data center sono diventati infrastrutture strategiche per la sovranità digitale europea, sostenendo cloud, intelligenza artificiale e servizi avanzati. Tuttavia, la loro rapida espansione comporta un forte aumento dei consumi energetici: nel 2024 hanno assorbito circa 415 TWh a livello globale e, secondo l’Agenzia Internazionale dell’Energia, potrebbero più che raddoppiare entro il 2030. In Europa i consumi potrebbero salire da 70 a 115 TWh nello stesso periodo, mettendo sotto pressione reti elettriche e obiettivi climatici.
Per governare questo impatto, l’Unione europea ha rafforzato un quadro normativo articolato che punta su efficienza, trasparenza e sostenibilità. La nuova Energy Efficiency Directive (EED) introduce obblighi di monitoraggio e rendicontazione energetica per i data center più energivori, mentre la Tassonomia UE definisce i criteri per qualificare come “sostenibili” gli investimenti nel settore. A questi strumenti si affiancano misure indirette, come l’AI Act, che richiede trasparenza sui consumi dei modelli di intelligenza artificiale, e il Regolamento Batterie, che incide sui sistemi di accumulo utilizzati nelle infrastrutture digitali.
Completano il quadro i requisiti Ecodesign per server e sistemi di archiviazione, il Green Public Procurement e i programmi europei sul supercalcolo. Nel complesso, l’obiettivo dell’UE è trasformare i data center da asset energivori a pilastri di un ecosistema digitale più efficiente, resiliente e coerente con le strategie di decarbonizzazione.
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