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Dal volante ai banchi di scuola: autisti e controllori Tper incontrano (a distanza) i ragazzi

di Redazione

Il progetto "L'autobus da comunità a community"per migliorare la conoscenza fra l'azienda e i suoi clienti più giovani

Compie 7 anni il progetto didattico di Tper che coinvolge autisti e verificatori dell’azienda nell’incontrare i ragazzi delle scuole secondarie: riparte anche per quest’anno scolastico L’autobus da comunità a community, il percorso rivolto agli studenti delle medie e superiori con la collaborazione del Centro Antartide di Bologna che lavora sugli aspetti di comunità della vita sul bus. Perché il trasporto pubblico è un importante bene comune e funziona se tutti se ne prendono cura.

L’emergenza pandemica non ferma il progetto promosso da Tper e rivolto ai giovani già attivo da alcuni anni con crescente interesse e favore di studenti e docenti.  Poiché l’attuale situazione prevede le necessarie norme per una didattica in sicurezza, oggi sono ripartiti in web conference gli incontri tra studenti e personale di Tper che sono il cuore di questo progetto che ha, in qualche modo, precorso il recente reinserimento nelle scuole dell’educazione alla cittadinanza.

La sperimentazione ha, infatti, mosso i primi passi nel 2013 da un’idea: partire dalla conoscenza diretta e dallo scambio tra studenti e personale dell’azienda, per migliorare il rispetto delle regole e i buoni comportamenti di convivenza, l’attenzione tra passeggeri e autisti, in una parola la “collaborazione”. È così che conducenti e verificatori di Tper, accanto agli educatori professionisti del Centro Antartide, hanno incontrato in questi anni, direttamente in classe, migliaia di studenti, invitati per un giorno a mettersi nei panni di chi sul bus lavora. A ogni incontro, questo scambio di punti di vista è l’inizio di una ampia chiacchierata a conclusione della quale emerge con chiarezza, da racconti, domande ed esperienze, come sulla “piazza viaggiante” del bus che ogni giorno attraversa la città, piaceri e difficoltà sono molto simili per i giovani passeggeri e per chi opera nei trasporti, e come per risolvere le situazioni più critiche gli atteggiamenti di attenzione agli altri e di collaborazione sono l’unica soluzione vincente. Un buon servizio di trasporto pubblico dipende dai comportamenti di tutta la “comunità viaggiante”.

Da queste premesse è nato a Bologna il progetto di Tper “L’autobus da comunità a community” con l’obiettivo di migliorare la conoscenza tra l’azienda e la fascia più “fedele” e più giovane di abbonati al trasporto pubblico: i ragazzi dagli 11 ai 18 anni. Al centro degli incontri c’è il tema delle buone regole che nel progetto viene poi declinato in maniere innovative. Da una parte, attraverso lo spunto della “community”, si fa un parallelo tra le regole di convivenza sul bus e le norme che regolano i social network e la scrittura sul web: anche grazie a esperti e scrittori bolognesi, si invitano i ragazzi a osservare i bus con gli occhi della scrittura creativa e a comporre racconti, post, ma anche report fotografici, video e fumetti che raccontano una visione virtuosa e socialmente importante del trasporto pubblico.

Il progetto si basa su un dialogo aperto e sempre in divenire: alle tematiche del trasporto in generale, serve oggi anche rispondere a domande e contestualizzare l’importanza delle regole del viaggio anche nella situazione attuale. La ripartenza di oggi ha visto impegnati in videocall gli studenti delle classi 2^A e 2^B della scuola media Panzini di Bologna, impegnati a scuola in presenza, e gli autisti del bus, in diretta dalla sala multimediale della sede di Tper.

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