Crollo Lagaccio, Genova fragile tra pubblico e privato: assessore Ferrante ipotizza un “bonus fondamenta” per legge
di Katia Gangale - Stefano Rissetto
Ipotesi legge nazionale: dopo i bonus per efficientamento energetico o facciate, servirebbe sostegno per sicurezza strutturale degli edifici
L’assessore comunale alla Protezione civile e ai Lavori pubblici, Massimo Ferrante, ospite a Telenord nella puntata odierna di Liguria Live, commenta il rientro dei residenti del civico 72 di via Napoli dopo tre settimane di evacuazione dovuta alla frana del muraglione. La notizia, sottolinea, è positiva perché le verifiche tecniche hanno confermato la stabilità della struttura, anche se la revoca dell’interdizione è solo parziale: alcune aree dell’edificio e della strada restano chiuse per motivi di sicurezza.
Ferrante chiarisce però subito un punto che spesso genera confusione tra i cittadini: i limiti delle competenze del Comune. «L’amministrazione comunale non può sostituirsi al privato», spiega, ricordando che gli interventi strutturali sugli edifici e sui muri di proprietà privata spettano ai condomini e ai loro tecnici. Il Comune può intervenire solo per garantire l’incolumità pubblica e offrire supporto nelle emergenze, ad esempio pagando alberghi per gli sfollati o organizzando la vigilanza anti-sciacallaggio.
Il caso di via Napoli nasce da problemi di drenaggio di una strada privata che nel tempo hanno provocato il cedimento del terrapieno esterno, mentre il palazzo è risultato fondato su roccia e quindi stabile. Dopo settimane di monitoraggi, i tecnici hanno escluso movimenti della struttura, consentendo il rientro degli abitanti, ma restano lavori da eseguire a carico del supercondominio.
Ferrante allarga poi lo sguardo alla situazione urbanistica della città. Molti quartieri collinari, ricorda, sono il risultato di un piano regolatore del 1959 che prevedeva una Genova da un milione di abitanti e che portò a una forte espansione edilizia. «Quel piano regolatore ci ha lasciato in eredità una moltitudine di cemento armato sulle colline», osserva, spiegando che il materiale con il tempo perde resistenza e richiede manutenzione, spesso costosa per i condomini.
Per questo l’assessore propone un intervento nazionale: dopo i bonus per l’efficientamento energetico o le facciate, servirebbe un sostegno per la sicurezza strutturale degli edifici. «Potremmo immaginare un “bonus fondamenta”», suggerisce, destinato soprattutto alle città più esposte al rischio idrogeologico.
Il tema, conclude Ferrante, riguarda non solo Genova ma molte città italiane costruite in aree fragili. Tra urbanizzazione storica, cambiamenti climatici e piogge sempre più intense, la manutenzione degli edifici e dei versanti diventa una priorità. Tuttavia, senza strumenti finanziari adeguati e una collaborazione tra Stato, enti locali e privati, «non se ne esce con gli strumenti ordinari».
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