Crans-Montana, l'autopsia conferma che Emanuele Galeppini è morto per asfissia
di R.C.
L’autopsia e la Tac hanno escluso lo schiacciamento e le ustioni. La Procura di Roma ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo e incendio colposo
Emanuele Galeppini, il sedicenne campione di golf genovese rimasto vittima della strage di Crans-Montana, è morto per asfissia. Lo stabiliscono l’autopsia e la Tac eseguite tra ieri e oggi, che hanno escluso sia il trauma da schiacciamento sia le ustioni come causa del decesso.
Gli accertamenti sono stati effettuati dai periti romani Sabina Strano Rossi, Fabio Di Giorgio e Antonio Oliva, nominati dalla Procura di Roma, che ha aperto un’inchiesta per omicidio colposo, lesioni gravi e incendio colposo. Ulteriori analisi serviranno a chiarire il mix di fumi inalati dalla vittima.
L’autopsia era stata disposta dai magistrati romani sui corpi dei ragazzi italiani morti la notte di Capodanno, dopo che le autorità svizzere avevano ritenuto non necessario procedere con l’esame autoptico.
I genitori di Emanuele Galeppini, assistiti dagli avvocati Nicola Scodnik e Alessandro Vaccaro, hanno nominato come consulente la dottoressa Francesca Fossati. Sono previsti ulteriori accertamenti per chiarire la miscela di fumi tossici inalata dal ragazzo e stabilire se, al momento della tragedia, Emanuele si trovasse all’interno o all’esterno del locale.
Da settimane la famiglia chiede chiarezza sulle cause della morte del figlio: sul corpo non sono state riscontrate ustioni, ma soltanto alcune escoriazioni. I genitori denunciano inoltre di non essere stati informati tempestivamente del decesso.
Il giovane aveva con sé documenti e telefono cellulare, rinvenuti integri, ma le autorità svizzere hanno richiesto comunque il test del Dna per l’identificazione, alimentando per due giorni la speranza che potesse trovarsi tra i feriti.
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