Crans-Montana: cosa è emerso dall'incontro a Palazzo Chigi con le famiglie delle vittime

di R.C.

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Italia e parenti delle vittime puntano a un coordinamento europeo per affiancare le autorità svizzere, garantire una voce unitaria e accelerare le indagini, mentre lo Stato assicura sostegno

Crans-Montana: cosa è emerso dall'incontro a Palazzo Chigi con le famiglie delle vittime

Le famiglie delle sei vittime italiane della tragedia di Crans Montana sono arrivate oggi a Palazzo Chigi dove, come annunciato ieri, si è tenuto l'incontro con il sottosegretario alla presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, il ministro della giustizia Carlo Nordio, l'avvocato generale dello Stato Gabriella Palmieri Sandulli, e i rappresentanti dei ministeri degli esteri, dell'interno, degli affari europei e della Protezione Civile.

L’Italia sollecita l’intervento della Commissione europea nel procedimento giudiziario avviato in Svizzera sulla tragedia di Crans-Montana. A renderlo noto è il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio Alfredo Mantovano, al termine dell’incontro a Palazzo Chigi con i familiari delle vittime italiane. Secondo Mantovano, esistono numerosi precedenti che giustificano il coinvolgimento dell’Unione europea, anche in nome della cooperazione giudiziaria e della tutela di interessi economici e umani rilevanti.

Il governo italiano intende inoltre promuovere un coordinamento con gli altri Paesi europei che hanno registrato vittime o feriti nella tragedia, per affiancare le autorità svizzere nel rispetto del diritto elvetico e garantire una rappresentanza adeguata alle esigenze e ai diritti dei danneggiati. Il coordinamento tra le nazioni europee, ha aggiunto Mantovano, serve "per affiancare l'autorità giudiziaria elvetica e quindi si utilizzeranno tutti gli strumenti disponibili a cominciare da Eurojust".

Il ministro della Giustizia Carlo Nordio ha sottolineato che serve rapidità nelle indagini sulla tragedia di Crans-Montana, anche alla luce dei termini di prescrizione più ristretti previsti dall’ordinamento svizzero.

Il ministro ha invitato alla cautela nelle valutazioni: "Nei processi, finché non si leggono gli atti, ogni illazione è impropria”. Ha inoltre espresso fiducia nella collaborazione con le autorità elvetiche, definendola già attiva e destinata a diventare ancora più efficace e tempestiva.

Dopo l’incontro a Palazzo Chigi, Alfredo Mantovano ha commentato: “Tengo a precisare che abbiamo ricevuto in questa occasione i familiari delle vittime decedute, il che non significa una mancanza di considerazione nei confronti dei feriti, per i quali esattamente lo stesso livello di attenzione sarà ovviamente manifestato e ribadito da subito in tutte le sedi".

Al termine dell’incontro, l’avvocato Alessandro Vaccaro ha annunciato che le famiglie delle vittime italiane della tragedia di Crans-Montana si uniranno in un coordinamento per farsi rappresentare con una voce unica.

Il coordinamento, sottolinea Vaccaro, sarà sostenuto dallo Stato italiano e mira a garantire che le istanze delle famiglie siano ascoltate in Svizzera, Paese non membro dell’Unione Europea.

Non si tratta di risarcimenti, ma di accertare i fatti”, ha spiegato il legale. “Il sostegno del governo, della politica e dell’Avvocatura dello Stato ci dà una spinta per far sentire la nostra voce in modo unitario”. L’incontro è stato descritto come un momento importante di vicinanza e supporto alle famiglie da parte delle istituzioni italiane.

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