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Covid nato in laboratorio a Wuhan: uno studio lo proverebbe "oltre ogni ragionevole dubbio"

di Marco Innocenti

"Non ha antenati naturali credibili: la sua catena di aminoacidi a carica positiva, in natura è assolutamente improbabile"

Sarà pubblicata sul prossimo numero della rivista scientifica Quarterly Review of Biophysics Discovery ma i contenuti di uno studio che sta facendo molto parlare di sé sono già stati anticipati dal quotidiano inglese Daily Mail: il virus Sars-Cov-2 sarebbe stato creato artificialmente in un laboratorio di Wuhan, in Cina. E questa tesi sarebbe dimostrata - secondo lo studio - "oltre ogni ragionevole dubbio".

Ad arrivare a questa conclusione sarebbero stati due scienziati, l'oncologo britannico Angus Dalgleish e il virologo norvegese Birger Sørensen, che hanno confrontato gli articoli ed esperimenti effettuati nell'istituto di virologia della città cinese dal 2002 al 2019, scoprendo che in questi esperimenti si puntava ad ottenere un "guadagno di funzione" del virus, cioé quella che definiscono una "mutazione attivante", grazie alla quale, tramite ingegneria genetica, si ottengono virus più infettivi.

I virologi cinesi sarebbero quindi partiti da virus prelevati da una colonia di pipistrelli per arrivare a ottenere la famigerata proteina spike la quale, secondo i due scienziati, "non ha antenati naturali credibili". A provare la loro tesi sarebbe la catena di aminoacidi che compone la stessa proteina spike: la sua efficacia nell'aggredire le cellule umane deriva dalla carica positiva proprio della sua catena di aminoacidi ma, in natura, questa è una condizione assolutamente improbabile. Il virus, per questo, sarebbe stato creato in laboratorio e poi i virologi cinesi avrebbero "distrutto, nascosto e contaminato ogni prova".