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Coronavirus, le date del possibile rientro a scuola e l'esame di maturità

di Marco Innocenti

Si va verso un esame 'light' e con soli membri interni

Una cosa è sicura: le scuole italiane non riapriranno il prossimo 6 aprile. Lo ha confermato, anche se non direttamente, la ministra Lucia Azzolina nel suo intervento davanti all'Aula del Senato. "Docenti e studenti dovranno ritornare nelle aule nella massima sicurezza" ha detto e, per questo, le strade possibili al momento sembrano essere due: quella più ottimistica prevede il rientro per l'inizio di maggio. Una scelta che sarebbe più simbolica che sostanziale, quindi, visto che a quel punto resterebbe appena un mese di scuola prima dell'ultima campanella dell'anno, già fissata per l'8 giugno. L'altra possibilità, quella più pessimistica ma che ad oggi il ministero non si sente di escludere, è di considerare l'anno già concluso e rientrare direttamente a settembre, per il prossimo anno scolastico. Uno scenario però che creerebbe enormi problemi a scuole e famiglie.

Qualunque sia la scelta del ministero, comunque, la ministra ha chiarito che l'anno scolastico sarà comunque valido, anche per gli studenti che non raggiungeranno i giorni di lezione e il monte ore minimi. C'è poi il tema dell'esame di maturità, che riguarderà circa 500mila studenti delle superiori. La ministra ha chiarito che si farà di tutto per far sì che si svolga nella massima serietà, pur tenendo conto delle oggettive difficoltà che l'emergenza sta creando. Sarà un esame 'light' ha fatto capire la ministra, specialmente se il ritorno sui banchi (ammesso che avvenga) sarà molto a ridosso della data d'inizio della sessione d'esame, stabilita per il 17 giugno.

La modifica più probabile è quella che riguarda le commissioni, che con ogni probabilità saranno composte da soli membri interni mentre solitamente sono composte da tre membri interni e tre esterni, oltre al presidente, anch'esso esterno. Allo studio del ministero anche la possibile sospensione della prova Invalsi.