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Coronavirus, Toti: "I numeri ci dicono che la sanità ligure può farcela"

di Marco Innocenti

"Sanificazione delle strade non serve. Le mascherine? Inutili per chi è sano"

Consueto appuntamento serale in Sala Trasparenza per fare il punto sull'evolversi dell'emergenza coronavirus in Liguria. La Regione ha già diffuso i dati della giornata, con i contagiati che sono saliti a 617, 93 in più rispetto a ieri, e i decessi che purtroppo sono saliti a 50, dai 33 di ieri, domenica 15 marzo.

"I numeri ci dicono che quanto fatto nelle scorse settimane - ha detto Toti - potrebbe essere sufficiente per garantire cure anche per le sindromi più severe, sempre che le misure applicate da scorsa settimana, continuino con rigore e chiediamo l'aiuto di tutti. Man mano che crescerà la richiesta di letti, crescerà anche la nostra offerta nell'auspicio che le curve che analizziamo ogni giorno piano piano deflettano. Il fatto che stiano aumentando le nostre disponibilità ospedaliera ci consente di dare sostegno anche a Regione Lombardia, che ci ha chiesto aiuto. Sulle mascherine, tutti sono diventati esperti ma io ringrazio chi si sta spendendo per rifornire il paese. I flussi in arrivo sono irrilevanti direi rispetto al fabbisogno della Liguria. Delle 80mila in arrivo, solo 8500 sono del modello FFP2 che servono ai nostri sanitari per lavorare nei reparti di terapia intensiva. Mi auguro che anche le linee di rifornimento del governo acquistino spessore ma stiamo anche cercando di attivare una linea di produzione ligure che nelle prossime ore dovrebbe dare risultati e permetterci di avere risultati già nei prossimi giorni. I carichi sequestrati dalla Protezione Civile erano diretti ai privati e un pezzo di quel carico seuqestrato in Sardegna, grazie ai buoni rapporti di solidarietà, arriverà in Liguria per essere destinato ai nostri sanitari. Grazie anche ai farmacisti che so che sono da tempo sotto stress e che ci hanno dato una grossa mano, grazie ai veterinari e tutti quelli che stanno correndo in aiuto al sistema sanitario".

"Vorrei pregare tutti - ha aggiunto Toti - sull'uso delle mascherine chirurgiche, sulla sanificazione degli ambienti e altro. La sanificazione delle strade o delle superfici degli uffici non è utile se non in casi particolarissimi, perché nulla impedisce al virus di ridepositarcisi subito dopo la sanificazione. Le uniche misure sono quelle della pulizia delle mani. Per le mascherine, una persona che pensa di essere un rischio per gli altri, è giusto che la indossi per non infettare gli altri ma una persona sana, che sta a distanza di sicurezza dagli altri, non ha bisogno di alcuna mascherina. La coperta è corta ma l'uso delle mascherine deve essere regolato dal buon senso. Oggi dobbiamo consolidare la linea di rifornimento per chi ne ha davvero bisogno, cioé i nostri sanitari a contatto con i malati. Dopodiché passeremo anche a distribuirla ad altre categorie che possano averne bisogno. C'è una scala di priorità che dovremo soddisfare".

"Domattina ci rivedremo per la nave ma non è né la prima cosa né la più importante - ha detto Toti - Stiamo ancora lavorando sulle qualità tecniche e sul protocollo delle procedure. Se tutto andrà bene in questo senso, l'avremo presto ma non abbiamo fretta visto che accoglierà convalescenze di gente che esce dagli ospedali. Purtroppo al momento sono più le persone che entrano negli ospedali". E sul decreto appena varato: "L'abbiamo appena letto - ha detto Toti - Aspettiamo di vederne gli effetti nei prossimi giorni".

"In Liguria i tamponi vengono fatti solo sui casi sintomatici per verificare da cosa sono affetti - ha spiegato Toti riferendosi alla richiesta di testare, col tampone, molte più persone di quanto fatto sinora - Nessuno dei nostri consulenti sanitari ritiene che sia opportuno allargare l'area dei tamponi perché sarebbe inutile per frenare l'epidemia e avrebbe solo un valore statistico. Di 100 tamponati oggi e usciti negativi, potrebbe uscire positiva dopo pochi giorni. A chi invece ci chiede quanti siano i contagiati tra il personale sanitario, possiamo dire che circa il 10% dei soggetti risultati sintomatici e positivi al coronavirus in Liguria è personale sanitario. Parliamo di circa 50-60 persone, di cui nessuna in rianimazione".