Dal confino alla Costituzione: il MEI celebra le madri costituenti dell’esilio
di R.S.
In occasione del 2 giugno, il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana racconta le storie di Rita Montagnana e Teresa Noce
La democrazia italiana non è nata soltanto entro i confini nazionali. A ricordarlo, nel giorno della Festa della Repubblica, è il Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana (MEI), che propone il video speciale “Dall’esilio alla Repubblica”, dedicato a due figure simbolo del Novecento italiano: Rita Montagnana e Teresa Noce, tra le 21 donne elette all’Assemblea Costituente nel 1946.
Attraverso le loro vicende personali, il museo riporta l’attenzione su una pagina meno conosciuta della storia migratoria italiana: quella dell’esilio politico e antifascista. Costrette a lasciare il Paese per continuare la propria attività di opposizione al regime fascista, Montagnana e Noce vissero in diversi Paesi europei, contribuendo alla costruzione di reti internazionali di resistenza, solidarietà e diffusione dei valori democratici.
Il referendum del 2 giugno 1946 segnò una svolta decisiva nella storia italiana. Per la prima volta le donne parteciparono alle elezioni politiche nazionali sia come elettrici sia come candidate, entrando da protagoniste nel percorso che avrebbe portato alla nascita della Repubblica e alla stesura della Costituzione.
Rita Montagnana, dirigente comunista e militante clandestina, trascorse gli anni del fascismo tra Mosca, Parigi e la Svizzera, impegnata nell’organizzazione della propaganda antifascista e nelle attività dell’Internazionale comunista. Tornata in Italia nel 1944, contribuì alla fondazione dell’Unione Donne Italiane e due anni dopo venne eletta all’Assemblea Costituente.
Anche Teresa Noce condivise una lunga esperienza di esilio tra Unione Sovietica, Francia e Svizzera. Partecipò alla guerra civile spagnola e fu deportata nei campi di concentramento nazisti di Ravensbrück e Holleischen. Sopravvissuta alla prigionia, rientrò in Italia nel 1945 e nel 1946 fu eletta all’Assemblea Costituente, distinguendosi per il suo contributo sui temi del lavoro e dei diritti sociali.
«Le loro storie dimostrano come la democrazia italiana sia stata costruita anche oltre i confini nazionali. Lontano dall’Italia, attraverso l’esilio, la resistenza e la circolazione delle idee, migliaia di donne e uomini hanno contribuito a mantenere vivi i valori di libertà che sarebbero poi confluiti nella Repubblica e nella Costituzione», sottolinea Paolo Masini, presidente del Museo Nazionale dell’Emigrazione Italiana.
Con questa iniziativa il MEI rinnova il proprio impegno nella valorizzazione delle molteplici esperienze dell’emigrazione italiana, evidenziando come il fenomeno migratorio non sia stato soltanto una ricerca di lavoro e nuove opportunità, ma anche una storia di partecipazione politica, impegno civile e costruzione della democrazia.
Il video sarà disponibile sui canali social del museo e lungo il percorso espositivo del MEI, offrendo ai visitatori l’occasione di conoscere il ruolo fondamentale svolto da donne che, anche lontano dall’Italia, contribuirono a scrivere una delle pagine più importanti della storia repubblicana.
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