Cogoleto, smaltite altre 11 mila tonnellate di materiali pericolosi nell'area Stoppani. Si avvicina il progetto di bonifica ambientale
di Redazione
A Cogoleto si apre una nuova fase nel lungo percorso di risanamento ambientale dell’ex stabilimento Stoppani, uno dei siti industriali più complessi della Liguria. Dopo un intervento durato circa un decennio, è stata portata a termine una massiccia operazione di rimozione dei rifiuti, che ha interessato complessivamente 50 mila tonnellate di materiali, in gran parte pericolosi e contaminanti, tra cui cromo esavalente e amianto.
Negli ultimi due anni le attività hanno subito una decisa accelerazione grazie a finanziamenti statali mirati, consentendo lo smaltimento di circa 11 mila tonnellate aggiuntive. Questo risultato rappresenta un passaggio chiave che permette ora di avviare le fasi successive: caratterizzazione dei suoli, carotaggi, demolizioni residue e definizione del progetto definitivo di bonifica ambientale.
L’area interessata, pari a circa 440 mila metri quadrati, si estende oltre il territorio di Cogoleto fino al Pian Masino nel comune di Arenzano e include anche tratti del litorale in prossimità della foce del torrente Lerone. Il futuro di questo vasto spazio sarà oggetto di una pianificazione condivisa tra enti locali e istituzioni, con l’obiettivo di individuare possibili destinazioni d’uso.
L’intervento è stato realizzato nell’ambito di una collaborazione tra la struttura commissariale guidata da Cecilia Brescianini e Sogesid, società di ingegneria dello Stato, all’interno di un più ampio programma sostenuto dal Ministero dell’Ambiente, dalla Regione Liguria e da specifici provvedimenti governativi, tra cui il decreto attuativo della legge del 2024.
Dal punto di vista tecnico, le operazioni hanno incluso lo smaltimento di circa 9.500 tonnellate di rifiuti pericolosi provenienti da precedenti demolizioni e la gestione di ulteriori 1.500 tonnellate derivanti dalla bonifica e demolizione di tre serbatoi altamente contaminanti per suolo e falde acquifere. La presenza di sostanze ad alta criticità ha richiesto procedure specialistiche, trattamenti intermedi e il conferimento in impianti autorizzati.
Nel complesso, dall’intervento sostitutivo dello Stato nei confronti del soggetto inadempiente, sono state eliminate oltre 34 mila tonnellate di rifiuti pericolosi e circa 16 mila tonnellate di rifiuti non pericolosi, per un investimento totale di 12,4 milioni di euro. I lavori sono stati eseguiti da imprese specializzate sotto la regia di Sogesid.
Parallelamente alla rimozione dei rifiuti, proseguono le attività di messa in sicurezza, tra cui il potenziamento del barrieramento idraulico e l’ammodernamento dell’impianto di trattamento delle acque di falda nell’area di Pian Masino Bassa.
Secondo la struttura commissariale, l’obiettivo è arrivare entro 12-18 mesi a un progetto preliminare di bonifica, mentre le amministrazioni locali stanno lavorando per definire scenari concreti di riutilizzo dell’area. Il completamento di questa fase segna quindi un passaggio decisivo verso la riqualificazione ambientale e la possibile rigenerazione urbana di un sito industriale storico, rimasto per anni simbolo di criticità ambientale.
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