Il Circolo Nautico Dopolavoro Ferroviario di Vesima riapre in sicurezza

di Anna Li Vigni

Grazie ad un investimento di oltre 2 milioni di euro finanziato attraverso la Protezione Civile regionale e nazionale

Dalla devastazione della mareggiata del 2018 alla rinascita del litorale genovese: la riqualificazione dell’area del Dopolavoro Ferroviario è frutto della collaborazione tra Protezione Civile, Regione Liguria, Comune di Genova e Rete Ferroviaria Italiana.

Un investimento superiore ai 2 milioni di euro, finanziato attraverso la Protezione Civile regionale e nazionale, che ha consentito di aumentare la resilienza di un tratto di costa particolarmente esposto alle mareggiate, proteggendo non solo la struttura associativa ma anche le infrastrutture retrostanti. "Parliamo di una delle più grandi mareggiate della storia della nostra regione, quella del 2018, e oggi restituiamo al territorio un luogo più sicuro rispetto a prima dell’emergenza".

L’intervento ha riguardato la realizzazione di un muro in cemento armato finanziato dalla Regione Liguria e di una nuova scogliera costruita grazie alle risorse messe a disposizione da RFI, secondo precise prescrizioni tecniche di protezione costiera.

Fondamentale anche il ruolo del Dopolavoro Ferroviario, che ha collaborato al recupero e al rinnovo dei locali distrutti dalla mareggiata. "Senza questo intervento di messa in sicurezza una realtà associativa così importante non avrebbe potuto continuare a vivere e a mantenere un presidio sociale fondamentale per il territorio".

L’opera viene indicata come un esempio virtuoso di resilienza urbana e ingegneria naturalistica. Nel 2018 l’area era stata completamente devastata dalla forza del mare; oggi invece rappresenta un modello di ricostruzione condivisa tra enti pubblici e associazionismo.

Durante l’incontro è stato però ribadito come il tema della difesa della costa ligure resti una priorità assoluta. "Le mareggiate saranno sempre più intense e servono pianificazione, aggiornamento delle normative regionali e investimenti strutturali lungo tutti i 33 chilometri della costa genovese".

Particolare attenzione è stata posta anche sulle aree più vulnerabili della città, soprattutto nel Levante genovese, da Sturla a Capolungo, dove il rischio erosione e le criticità costiere restano elevate.

Il circolo nautico del Dopolavoro Ferroviario, oggi completamente rinnovato, conta circa 500 frequentatori abituali e fa parte di una realtà associativa nazionale che raggiunge i 2700 soci, risultando tra le più importanti d’Italia nel settore del dopolavoro ferroviario.

Per l’estate sono già previste nuove attività sociali e ricreative. La spiaggia resterà libera e accessibile, con ingressi regolati attraverso una scala retrattile gestita direttamente dai soci del circolo.

 

 

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