Potrebbe essere stato il sorpasso a un motorino uno degli elementi all’origine dell’incidente costato la vita al ciclista Marcello Venanti, 48 anni, morto lungo la strada provinciale 333 tra Uscio e Recco. È una delle ipotesi emerse nelle prime ricostruzioni dell’accaduto, mentre proseguono gli accertamenti sulla dinamica.
Secondo quanto riportato nelle cronache, Venanti avrebbe superato il motorino che lo precedeva poco prima di trovarsi davanti la sagoma di un camion, che procedeva in direzione Uscio. Nel tentativo di frenare bruscamente, il ciclista avrebbe perso il controllo della bicicletta, venendo sbalzato dalla sella. L’impatto con il mezzo pesante si è rivelato purtroppo fatale, provocando un trauma cranico che non gli ha lasciato scampo.
Sull’incidente sono state fornite finora versioni diverse dai giornali. I rilievi sono stati effettuati dalla polizia locale, con il supporto dei carabinieri, che si sono occupati della gestione della viabilità durante le operazioni. La ricostruzione è stata trasmessa alla Procura, che dovrà valutare eventuali ulteriori accertamenti.
Marcello Venanti era un agente di commercio e un grande appassionato di ciclismo. Le strade del Levante ligure erano per lui familiari: negli anni le aveva percorse per migliaia di chilometri, trasformando la bicicletta nel suo principale hobby.
Figlio di un forestale che aveva prestato servizio a Sestri Levante, Venanti aveva vissuto per un periodo a Casarza Ligure, prima di trasferirsi a Genova. Proprio in quelle zone aveva continuato a coltivare la sua passione per le due ruote.
Sui social aveva anche espresso più volte le sue preoccupazioni. Sulla pagina Facebook Genovaciclabile aveva denunciato la pericolosità delle strade e il clima di ostilità verso i ciclisti, spesso bersaglio di critiche e attacchi da parte di altri utenti della strada.
La sua morte lascia una famiglia distrutta dal dolore: Venanti lascia la moglie e due figli, per i quali questa tragedia rappresenta una perdita immensa e un vuoto difficilmente colmabile.
Al momento non è ancora chiaro se la Procura deciderà di disporre l’autopsia sul corpo del ciclista, un accertamento che potrebbe anche essere ritenuto non necessario alla luce della dinamica dell’incidente.

