Dalla Casa dello Studente a Ingegneria: le iniziative dedicate al 25 aprile

di Redazione

Le attività della Casa dello Studente di Genova – Museo della Resistenza Europea col Liceo Deledda dai documenti inediti alla commemorazione del partigiano Giacomo Buranello

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Nonostante l’emergenza del coronavirus, che ha costretto gli studenti lontani dalle aule scolastiche, si è rinnovata anche quest’anno la partnership della Casa dello Studente-Museo della Resistenza europea con il Liceo Linguistico “Deledda” con il coordinamento delle professoresse Francesca Bavassano, Katharina Stockert, Antonella Torresin e del polo museale.  A riprova di come la lotta contro il fascismo e il nazismo sia stato un fenomeno europeo, si può citare proprio il caso della Resistenza operaia tedesca. Lo hanno dimostrato gli studenti stessi con le loro traduzioni inedite, dal tedesco all'italiano, di un materiale assai vasto e vario: si va, per esempio, dai ciclostilati alle scritte a mano; sul fronte dei contenuti, invece, ci sono testi di denuncia lunghi e articolati, fogli di semplici slogan che chiamano alla lotta, vignette satiriche e persino strofe e poesie. "Un'opera molto complicata e di rilievo -spiegano le docenti- che resterà sicuramente nel cuore dei ragazzi della 3A del Grazia Deledda".
 
"Le organizzazioni che hanno prodotto e diffuso quei documenti -spiega l'esperto e studioso Giacomo Lertora, anima delle attività proposte annualmente-  sono tra le altre Friedensfront, il Fronte della Pace, e il K.P.D., il partito comunista, poi ci sono gli appelli delle donne contro la guerra e i proclami dei gruppi di tedeschi residenti all’estero. In particolare viene evidenziato anche  un comunicato congiunto della Rote Sportinternationale (l’Internazionale dello sport rossa) e della Sozialistiche Arbeiter-Sportinternationale (l’Internazionale dello sport dei lavoratori socialisti) per invitare «gli atleti di tutto il mondo» a boicottare le Olimpiadi di Berlino del ‘36".
 
Sono appaiati in riproduzione gli originali con la calligrafia e i tentennamenti o le sfumature per non incorrere nella repressione, immagini crude e realistiche come "Sguardo verso il futuro" dove si legge "Soldato tedesco, ecco quello che ti aspetta se continui con questa guerra insensata contro i Sovietici!" oppure  la toccante "Conversazione nella Tomba dei Soldati" dove "Siamo entrambi qui nella stessa melma" o ancora la penetrante "Chi può starsene a guardare?" dove  "non ti strappa l'urlo pieno di orrore proveniente dalla bocca di questo povero infante, il cuore in due pezzi davanti al dolore? E non ti spaventa quell'istante, quando tuo figlio scomparirà che suo padre mai più tornerà?" Riflessioni da più punti di vista sulla guerra, sugli orrori, su quello che non deve più ripetersi, tanto più preziose per quelle nuove generazioni che spesso non hanno avuto modo di sentire le testimonianze dirette in famiglia, perché gli anni sono passati, ma debbono essere di monito per il futuro.
 
Un omaggio doveroso, nella Casa dello Studente di Genova – Museo della Resistenza Europea, i cui locali sono dedicati proprio a un tedesco, l’operaio comunista Rudolf Seiffert. "Perché questa decisione? Seppur non sia mai passato per questo edificio -conclude Lertora- Seiffert è accomunabile, per intenzioni e scelte, ai giovani combattenti antifascisti italiani, che nella Casa sono stati imprigionati, torturati, uccisi. Strenuo avversario del nazifascismo, egli pagò con la vita, ghigliottinato, a trentasette anni, nel Penitenziario di Brandeburgo: il suo esempio, la sua lotta, la sua morte sono il simbolo di una Resistenza europea che non ha conosciuto confini, e che ovunque ha unito donne e uomini nell’opposizione alla guerra e nel tentativo di costruire una società migliore".
 
Il Centro Documentazione Logos si è impegnato a rendere visibile questo lungo lavoro sulla  pagina Facebook di recente realizzazione (visibile cliccando qui). Nella giornata del 24 aprile inoltre, come ogni anno, sono state deposte le corone commemorative del partigiano Giacomo Buranello, fucilato dai fascisti il 3 marzo 1944, dal professor Giorgio Roth, preside della Scuola Politecnica di Ingegneria e Architettura

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