Caso Toti, Burlando: "Non dovrebbe più fare l'amministratore pubblico"
di Redazione
L'ex presidente della Regione" "Sullo yacht con Spinelli una chiacchierata sul terminal rinfuse, sono tranquillissimo"
GENOVA - "Per me amministratori pubblici che incontrano degli imprenditori e che spengono il telefono prima dell'incontro tenendolo a distanza, secondo la Procura per la paura di essere intercettati, non dovrebbero più fare gli amministratori pubblici". Così l'ex presidente della Regione Liguria Claudio Burlando intervistato dall'ANSA interviene sul caso degli incontri del presidente della Regione Liguria Giovanni Toti e dell'allora presidente dell'Autorità portuale del Mar Ligure Occidentale Paolo Emilio Signorini senza cellulari a bordo dello yacht dell'imprenditore portuale Aldo Spinelli.
"Sono stato invitato una volta due anni e mezzo fa sullo yacht di Spinelli a fare una discussione sul terminal rinfuse, il telefono ce l'avevo sul tavolo, la conversazione certamente è stata registrata, semmai volessero farla sentire io sono tranquillissimo. - dichiara Burlando - C'è un impazzimento generale, uno come me che ha fatto politica per una vita e continua a seguire le cose, non ha più un ufficio istituzionale, non può vedere un imprenditore che conosce e vuole sentire un'opinione? Con Spinelli abbiamo chiacchierato un paio d'ore sul rischio dell'ennesima guerra sui moli tra i terminalisti, l'ha fatto sapere lui ai giornalisti che mi contattarono quando ero ancora lì. Compresi dopo che Spinelli voleva far sapere a Toti che mi aveva incontrato.
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