Carrara, il vescovo Vaccari in curva nel derby con lo Spezia: "Sono genovese, di famiglia genoana e Luigi Ferraris era mio prozio"

di R.S.

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L'intervista al 'Tirreno': "Con papà si andava sempre allo stadio, i miei fratelli sono tifosi del Genoa"

Carrara, il vescovo Vaccari in curva nel derby con lo Spezia: "Sono genovese, di famiglia genoana e Luigi Ferraris era mio prozio"

Altro che tribuna d’onore: questa volta ha scelto la Curva. In occasione del derby tra Carrarese e Spezia, monsignor Mario Vaccari, vescovo della diocesi di Massa-Carrara e Pontremoli (foto dal sito diocesano), ha deciso di vivere la partita accanto ai tifosi, tra cori e passione popolare. Una scelta che ha acceso l’entusiasmo della città, con molti che avrebbero voluto esserci per quello che è stato definito quasi un “battesimo del tifo”.

Non è però la sua prima volta allo stadio: "Sì, sì, certo, sono pronto. Ma ci sono già stato, non è la prima volta", racconta a Giovanna Mezzana per Il Tirreno, ricordando le precedenti presenze in tribuna su invito della società. Stavolta, però, il desiderio era diverso: "Avevo espresso il desiderio di seguire una partita della Carrarese dalla Curva".

Nel dialogo emerge anche il forte legame con Genova e con la storia del calcio italiano. "È una tradizione di famiglia. Io sono genovese", spiega il vescovo, aggiungendo un dettaglio significativo: "Lo stadio di Genova è intitolato a Luigi Ferraris, che era il fratello di mio nonno". Un legame che si intreccia con la memoria storica: Ferraris morì durante la Prima Guerra mondiale, sul Monte Maggio.

La passione calcistica nasce proprio lì, tra le gradinate dello stadio: "Con papà si andava sempre allo stadio, i miei fratelli sono tifosi del Genoa". Un tifo che resta nel cuore, anche se oggi il vescovo osserva il calcio con uno sguardo critico: non condivide gli eccessi della Serie A, tra ingaggi elevati e derive violente del tifo, ma riconosce allo sport un valore educativo, soprattutto nelle realtà locali.

E alla provocazione su una possibile “preferenza” legata alle sue radici genoane, risponde con un sorriso: "No, no, vado per la grande passione che ho visto tra la gente e perché mi piace".

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