Caro energia e ricambio generazionale, nell'Astigiano chiudono 500 imprese in tre mesi: soffrono agricoltura, edilizia e commercio
di R.P.
In controtendenza, invece, il comparto dei servizi, unico settore a registrare una crescita nel periodo preso in esame
Il caro energia, l'aumento dei costi di gestione e il difficile ricambio generazionale continuano a pesare sul tessuto produttivo dell'Astigiano. Secondo l'ultimo report di Infocamere, nel corso degli ultimi tre mesi il territorio ha perso circa 500 imprese, a fronte di appena 400 nuove aperture, con un saldo negativo che conferma le difficoltà dell'economia locale.
I settori più colpiti sono agricoltura, edilizia e commercio, comparti che da tempo fanno i conti con l'aumento delle spese, la riduzione dei margini e la difficoltà nel trovare giovani imprenditori disposti a raccogliere il testimone delle attività storiche.
In controtendenza, invece, il comparto dei servizi, unico settore a registrare una crescita nel periodo preso in esame. Un dato che evidenzia il progressivo cambiamento del sistema economico provinciale, sempre più orientato verso le attività terziarie.
I dati di Infocamere fotografano una fase delicata per l'economia dell'Astigiano, chiamata ad affrontare sfide strutturali che vanno oltre la congiuntura economica e riguardano la capacità di garantire continuità alle imprese e attrarre nuove iniziative imprenditoriali.
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