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Carige, Malacalza parte al contrattacco: depositata richiesta danni per 480 milioni

di Marco Innocenti

L'azione legale dopo il voto assembleare del 20 settembre

La sua posizione durante l'assemblea dei soci di Banca Carige dello scorso 20 settembre aveva lasciato molte perplessità ed ora è partito il contrattacco della famiglia Malacalza che ha depositato presso il tribunale di Genova una richiesta danni da 480 milioni di euro contro Fondo Interbancario e Cassa Centrale Banca, dopo l'aumento di capitale da 700 milioni varato dall'assemblea. Allo stesso tempo la famiglia Malacalza avrebbe anche depositato un ricorso per richiedere l'immediata sospensiva del voto assembleare. Fu proprio grazie all'assenza della famiglia Malacalza al momento della votazione, che il 20 settembre poté passare un aumento di capitale che ha praticamente liquefatto quella che era la quota di maggioranza del 27,7%, detenuta dai Malacalza, portandola a poco più del 2% del capitale.

Quel giorno Vittorio Malacalza era presente in assemblea ma solo a titolo personale, come piccolo azionista e con il suo 0,2%. Ad essere assenti erano i figli, cioé la Malacalza Investimenti, con il loro (allora) 27,7% appunto. Non prendere parte al voto, voleva dire dare via libera all'operazione e così è stato. Ma già allora c'era chi scommetteva che non sarebbe finita lì...