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Carige, Malacalza contro la Bce: "Il commissariamento fu illegittimo"

di Marco Innocenti

Il ricorso è stato depositato il 4 ottobre. Fitch intanto conferma il rating B- con outlook negativo

Il commissariamento di Banca Carige non sarebbe stato necessario. E' l'assunto alla base del ricorso, presentato il 4 ottobre, dalla holding Malacalza Investimenti di Vittorio Malacalza e dei figli Davide e Mattia, a suo tempo azionista di maggioranza del gruppo bancario genovese. Il commissariamento, disposto dalla Banca Centrale Europea il 19 gennaio del 2019 e con esso anche le successive proroghe, secondo Malacalza sarebbe quindi stata una decisione presa in violazione del principio di proporzionalità. Una misura esagerata, insomma, rispetto alla reale situazione della banca in quel momento.

Si arricchisce così di un nuovo capitolo la telenovela dell'istituto genovese il cui atto di commissariamento, peraltro, è rimasto avvolto nell'ombra per molti mesi. Ora Malacalza Investimenti torna alla carica e cerca di far valere la propria tesi secondo la quale quell'atto violava l'obbligo di motivazione ma che, soprattutto, partiva da una vera e propria carenza di motivazione,  arrivando così a violare i diritti degli azionisti. Sullo sfondo, poi, ci sarebbe anche il conflitto d'interesse dei commissari Modiano e Innocenti, già presidente e ad dell'istituto.

Quali possono essere però i reali risultati di questo ricorso? Ormai il commissariamento non può più essere revocato e i suoi effetti non potranno certo essere annullati.

Intanto l'agenzia Fitch ha confermato il rating B- con outlook negativo su Banca Carige. Lo ha reso noto lo stesso istituto in una nota. La conferma del giudizio, si legge nella nota della banca, "riflette la constatazione che, nonostante l'inizio della crisi abbia colto Carige in una situazione di relativa debolezza rispetto ai peers, il recente clean-up di bilancio e il rilancio commerciale in corso consentono flessibilità finanziaria per l'assorbimento di eventuali shock". L'outlook è negativo "in relazione ai possibili riflessi delle evoluzioni del contesto recessivo legato alla pandemia".