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Carige, i piccoli soci alla Consob: "Sospendere l'aumento di capitale"

di Alessandro Bacci

Un nuovo esposto alla Commissione per fermare la delibera dell'assemblea

Franco Corti, ideatore e gestore del sito vocedeglazionisti.it su Carige, ha presentato un nuovo esposto a Consob sulla banca ligure, questa volta a valle dell'assemblea che ha approvato l'operazione con Fitd-Ccb, contro cui aveva puntato nel primo esposto. Chiede di "sospendere gli effetti della delibera di aumento di capitale" ovvero di "negare le autorizzazioni a procedere al deliberato aumento o comunque assumere i provvedimenti dovuti in relazione ad esso".

Il 17 settembre si era appreso di un precedente esposto di Corti sul riassetto Carige, a tre giorni dall'assise che ha poi approvato la ricapitalizzazione che porterà inizialmente il Fitd e lo Sv al controllo, facendo entrare Cassa centrale banca, con opzioni per diventare a sua volta il primo socio. "I nomi inizialmente coinvolti erano di 162 azionisti, di cui solo 92 però hanno certificato il possesso azionario per una quota complessiva dell'1,375% - precisa -. Questo nuovo esposto lo faccio a nome mio e ciascuno degli azionisti in contatto con noi, se riterrà, lo presenterà per conto proprio direttamente".

L'associazione storica dei piccoli azionisti Carige Azione Carige, guidata da Silvio De Fecondo, ha una 'rappresentanza' dello 0,7% del capitale. Il nuovo esposto a Consob di Corti elenca gli eventi principali della banca a partire da febbraio e conclude: "Il dato di sintesi che emerge dall'operato dei commissari e dall'operazione a supporto dell'aumento di capitale deliberato è la manifesta volontà di favorire l'ingresso di investitori esterni che, con risorse limitatissime, verranno a beneficiare degli oltre tre miliardi di ricapitalizzazione intervenute tra 2014 e 2018 e gravate sulle spalle degli azionisti attuali". Ragionando sulle tecnicalità dell'operazione annunciata l'esposto ricorda anche che l'opzione call di Ccb prevede uno sconto del 47% rispetto a quanto pagato dal Fondo per rilevarne le azioni Carige, e dunque "le azioni andranno nelle mani di Ccb (o chi per essa) che acquisirà il controllo quasi totalitario" con il rischio di delisting, "affrontando un esborso stimato tra 230 e 310 milioni di euro". Le modalità dell'aumento, insiste Corti, "determinano un vero esproprio delle risorse investite dagli attuali azionisti in favore di un soggetto ignoto", che prenderà il controllo "con un esborso assai limitato in virtù di una valutazione effettuata ai fini dell'aumento pari a meno del 5% del patrimonio netto al 30 giugno 2019 (55 milioni su un miliardo e trecento milioni)".

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