Caldo torrido, strategie e astuzie dei genovesi per combattere l’afa in città
di Anna Li Vigni
Il rimedio più diffuso è bere tanta acqua, ma sempre più apprezzata l'aria condizionata
Quando l’estate picchia forte e il termometro supera i 35 gradi, i genovesi con la loro "arte dell’arrangiarsi”, hanno le loro strategie per sopravvivere all’afa.
Finestre chiuse e persiane abbassate - Chi vive nei vicoli o nei quartieri collinari lo sa bene: la battaglia contro il caldo inizia al mattino presto. Appena cala la frescura della notte, si aprono le finestre per far entrare l’aria. Ma poi tutto si chiude: finestre serrate, persiane abbassate e tende tirate. L’obiettivo? Creare una barriera contro il sole e trattenere l’aria più fresca accumulata durante la notte. Una sorta di “climatizzazione naturale".
Ventilatore alleato e amico economico - Se il condizionatore è un lusso che molti non hanno (o usano con estrema parsimonia per risparmiare sulla bolletta), il ventilatore è il vero re delle case genovesi. A piantana, da tavolo, da soffitto o a pale: ogni casa ne ha almeno uno, spesso più di uno, rigorosamente puntato su chi lavora, legge o si riposa. E guai a chi lo spegne!
Aria condizionata con parsimonia - I genovesi non sono spreconi, e questo vale anche per l’uso dell’aria condizionata. In molti casi si preferisce accenderla solo per qualche ora nel tardo pomeriggio o la notte, quando il caldo è davvero insopportabile.
Mare al mattino presto - Uno dei privilegi di vivere a Genova è poter andare al mare anche solo per un’ora. E il momento preferito dai genovesi è la mattina presto, tra le 6:30 e le 10 al massimo. Le spiagge sono ancora vuote, l’acqua è fresca, e il sole non brucia. Dopo un tuffo rigenerante, si torna a casa prima che inizi davvero il caldo: una routine che molti pensionati, lavoratori con orari flessibili o studenti adottano volentieri.
De Ferrari - Oasi urbana per eccellenza: anche solo toccare l'acqua con le mani è un refrigerio e sedersi ai bordi di quei zampilli rinfrescanti è un modo per difendersi dalla calura. Qualcuno esagera e si butta anche vestito oppure gradisce un pediluvio rincuorante.
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